Prendiamo come riferimento la figura in cui viene
mostrata un'onda (sonora)
che incide su una superficie e viene riflessa. è
importante avere ben presente
che i fronti d'onda generati dalle compressioni e dalle
rarefazioni
sono perpendicolari alla direzione di propagazione
dell'onda:
Un'onda che incide su una superficie piana con un angolo
di incidenza α (tra
la normale alla superficie e la direzione di propagazione
dell'onda) viene
riflessa con un angolo di riflessione pari ad α. In
figura vediamo il caso
di una superficie piana e quello di una superficie
concava in cui tutti i raggi
riflessi convergono verso il fuoco della superficie curva
(per saperne di più
sul fuoco rimandiamo a qualsiasi testo di geometria, qui
basterà dire che in
una circonferenza o in una sfera se pensiamo in 3D il
fuoco coincide con il
centro). Le superfici concave vengono evitate in
acustica in quanto tendono
a concentrare il suono in un preciso punto creando
distribuzioni sonore
disomogenee. Vengono invece utilizzate assieme ad alcuni
microfoni direzionali
in quanto consentono di amplificare segnali anche molto
deboli.
Viceversa le superfici convesse hanno la proprietà di
diffondere il suono e
dunque sono ampiamente usate per migliorare l'acustica
degli ambienti. In
figura viene mostrata un'onda che si riflette su una
superficie convessa, si
può notare come il prolungamento dell'onda riflessa
passi per il fuoco della
superficie.
| 1.10.1.1. Riflessioni all'interno di una stanza
Quando un suono si propaga in una stanza di cui abbiamo
rappresentato una
sezione vista dall'alto nella figura precedente
raggiunge l'ascoltatore
in diversi modi.
Il primo segnale che arriva all'ascoltatore è anche il più forte
ed è quello diretto ossia
quello che compie
il percorso minore tra sorgente sonora e ascoltatore.
Dopo il segnale
diretto arrivano, con un breve sfasamento, i segnali che
hanno subito una
sola riflessione su una parete e dunque hanno ampiezza
minore rispetto al
segnale diretto a causa della perdita parziale di energia dovuta
alla riflessione. Chiamiamo tali segnali prime
riflessioni ('suono precoce'
in alcuni testi). Dopo un ulteriore ritardo arrivano
tutti i segnali che
hanno subito più di una riflessione, di ampiezza ancora
minore rispetto
alle prime riflessioni. Questi vengono chiamati 'reverb
cluster' ossia
grappolo di riverberazione, a indicare che questi
segnali non vanno
considerati singolarmente ma piuttosto come un corpo
unico. La figura b
ci mostra la distribuzione di questi segnali nel
tempo e le loro
ampiezze.
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