Rumore: Riduzione del rumore: Altri sistemi Dolby

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16.8.1. Dolby B

Anno: 1969

Alla fine degli anni '60 si rese necessaria l'adozione di sistemi di Noise Reduction su sistemi domestici che si basavano oltretutto su nastri magnetici a velocità di scorrimento molto bassa e dunque soggetti a fruscii particolarmente alti. Essendo il Dolby A un sistema troppo costoso e dunque accessibile solo in ambiti professionali ne venne implementata una versione semplificata che venne chiamata Dolby B.

In questo caso sono presenti due filtri: uno passa basso a frequenza di taglio fissa (1.5 KHz) e uno passa banda con frequenze di taglio variabili in base al segnale di ingresso. Il contenuto di alte frequenze del segnale di ingresso comanda lo scorrimento del filtro: più sono presenti alte frequenze più il filtro si sposta verso le alte frequenze. Questo perché se il segnale originario presenta un elevato contenuto di alte frequenze, queste maschereranno il fruscio del nastro e dunque non c'è bisogno di attuare l'operazione di NR, viceversa un segnale povero di alte frequenze sarà molto più soggetto al fruscio e dunque si rende necessario un intervento di NR.



16.8.2. Dolby C

Anno: 1980

Venne progettato come miglioramento del sistema Dolby B. Infatti è simile a questo con la differenza che utilizza due filtri a frequenza variabile a cui vengono aggiunti due compressori 2:1. Questo sistema consente una riduzione del rumore fino a 20dB anche se può conferire un suono innaturale al segnale decodificato a causa della massiccia manipolazione operata in fase di codifica.



16.8.3. Dolby SR

Anno: 1986

Questo sistema (SR sta per Spectral Recording) si avvale dell'azione di diversi sistemi che insieme contribuiscono alla riduzione del rumore.

  • Spectral Skewing - Indica la suddivisione in bande del segnale di ingresso.

  • Antisaturation - Viene applicata al segnale una curva di equalizzazione con la stessa forma delle curve isofoniche. Questo consente di registrare le alte frequenze al valore più alto possibile senza mandare il nastro in saturazione. Equalizzando in modo inverso in fase di riproduzione si ottiene il segnale originario.

Consente una riduzione del rumore fino a 24dB.



16.8.4. Dolby S

Anno: 1990

È la diretta evoluzione del Dolby C. Utilizza due circuiti separati che entrano in gioco in base all'ampiezza del segnale di ingresso. Si arriva fino a 24 dB di riduzione del rumore. Questo sistema viene usato a livello amatoriale e semiprofessionale. Non viene utilizzato in ambiti professionali.



16.8.5. Dolby HX

L'innovazione principale (HX sta per Headroom eXtension) di questo sistema riguarda la corrente di bias [Corrente di bias ] . Dato che enfatizzando le alte frequenze per realizzare la compressione si rischia di mandare il nastro in saturazione, il Dolby HX utilizza una corrente di bias ad ampiezza variabile in base al contenuto di alte frequenze del segnale di ingresso. Il concetto è che se è presente un alto contenuto alle alte frequenze, non è necessaria una corrente di bias per eccitare le particelle magnetiche del nastro. Dato che la corrente di bias ideale varia a seconda del tipo di nastro magnetico, questo sistema va ottimizzato sulla base delle caratteristiche del nastro.



16.8.6. Dolby HX Pro

Nella registrazione analogica, la corrente di bias è composta da due componenti, uno è la corrente di bias generata da un oscillatore presente nella circuiteria del registratore, l'altro consiste nella naturale azione delle alte frequenze del segnale di ingresso. Dunque il livello di bias in questo modo non è mai costante. Nell'HX pro il livello del bias è costantemente analizzato da un apposito circuito che pilota l'ampiezza della corrente di bias regolandola di volta in volta in base al contenuto di alte frequenze del segnale di ingresso.



16.8.7. Altri sistemi di NR

Ovviamente esistono anche sistemi di riduzione del rumore non creati dalla Dolby. Tra questi citiamo: la serie dbx (dbx I, dbx II, dbx 321, dbx III) e il Telcom C4 sviluppato dalla Telefunken. Pur con le dovute differenze, anche questi sistemi si basano sulla compressione del segnale effettuata al momento della registrazione e la sua successiva espansione durante la fase di riproduzione.










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