Percezione del suono: Localizzazione di una sorgente sonora

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Consideriamo una sorgente sonora in attività e un ascoltatore posizionati come in figura

Psicoacustica: percezione del suono - Tempi di interarrivo

Tempi di interarrivo

I segnali che arrivano alle due orecchie presentano delle differenze:

2.10.1. Differenze di tempo (fase)

Dalla figura precedente si vede come la distanza dalla sorgente onora delle due orecchie sia diversa e ciò si traduce in una differenza nel tempo di arrivo (denominato tempo di interarrivo) di ciascun segnale (nel caso pratico della figura, il segnale arriva prima all'orecchio destro e poi all'orecchio sinistro).

Naturalmente ciò implica una differenza di fase in quanto ritardo in tempo e differenza di fase sono intrinsecamente correlate [Legame tra ritardo e fase ] .



2.10.2. Differenze di ampiezza

Le ampiezze dei due segnali sono diverse sia perché l'ampiezza diminuisce all'aumentare della distanza sia perché il segnale che deve raggiungere l'orecchio più lontano deve aggirare l'ostacolo della testa e nel fare ciò perde energia. Inoltre le frequenze più alte non riusciranno proprio a superare l'ostacolo quindi i due segnali differiranno anche per il contenuto in frequenza. Questo è il motivo per cui risulta difficile individuare la direzione di provenienza delle basse frequenze: queste sono in grado di oltrepassare gli ostacoli senza una perdita di energia rilevante e dunque i suoni che arrivano alle due orecchie sono pressoché identici. Nel caso in cui la sorgente sonora sia esattamente dietro l'ascoltatore, la direzione viene individuata poiché viene riscontrata una mancanza delle alte frequenze che vengono bloccate dal padiglione auricolare.



2.10.3. Differenze nel contenuto armonico

Riferendoci alla figura precedente vediamo che una delle due onde deve "girare attorno" alla testa per raggiungere l'orecchio più lontano. Ciò comporta una leggera perdita sulle alte frequenze a causa della diffrazione [Diffrazione ] .

Mettiamo ora in pratica ciò che abbiamo imparato sul contenuto armonico di un suono modificato dal padiglione auricolare. Supponiamo di eseguire un missaggio in cui è presente un flautino che ogni tanto fa capolino tra gli altri strumenti. Se vogliamo che sia una presenza eterea, avvolgente, indefinita, possiamo intervenire sul suono tagliandone le alte frequenze. Vedremo tra un momento che uno dei fattori più rilevanti per individuare la direzione di un suono è il suo contenuto di alte frequenze. In altre parole, riusciamo ad individuare più facilmente la direzione di un suono con un elevato contenuto di alte frequenze rispetto ad uno contenente solo basse frequenze. Dunque, se vogliamo che il flautino sia ben presente anche se lontano per esempio sulla destra del nostro mix, metteremo il pan-pot [Panpot ] a destra e accentueremo le alte frequenze (facendo naturalmente attenzione a non snaturare la natura del suono...).










  • inserito il 16-02-2009 14:54
    Intervengo solo per un piccolissimo dettaglio. nel cap 2.10.1 alla prima riga, credo che manchi la "s" nella parola onora "la distanza dalla sorgente ?onora..."
  • inserito il 06-01-2008 13:38
    Non proprio. Intanto, il confronto sulla fase si pu fare solo tra forme d'onda alla stessa frequenza. Ci posto, due onde che hanno la stessa frequenza sono fuori fase quando una in ritardo rispetto all'altra.
  • inserito il 23-12-2007 13:36
    ciao ragazzi!! per prima cosa complimenti per il sito!!!! poi volevo capire giusto una cosa base...due frequenze sono in fase quando viaggiano nell'aria con la loro forma esattamente identika??
curve 

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