
Foto: Luca d'Agostino © Rototom Sunsplash 2007
E' il momento di
Maxi Priest, che entra correndo diretto verso il pubblico per infiammarlo con un incalzante ritmo ragga, tanto per far capire che non sarà un concerto di puro "Lovers Rock"!
La band si trova piuttosto lontano dalla ribalta offrendogli una solida base sulla quale ergersi mentre si trova sul fronte del palco.
Pian piano, il sound si addolcisce fino a quando nella rarefatta atmosfera di
Close to you e una stella filante attaccata a un palloncino raggiunge il cielo. Alla fine del pezzo il pubblico non gli restituisce quello che lui ha dato e così se lo va a prendere al grido di "I can't hear youuuuu". Meritato!
Maxi Priest conduce il concerto come un vero e proprio direttore d'orchestra e la band è lì per assecondarlo, pronta a dilatare qualsiasi giro in accordo con le vibrazioni del momento. Direttore d'orchestra si, anche con il pubblico, quando lo guida muovendo gli indici nel coro di
Wild World di Cat Stevens, il pezzo che lo ha consacrato come uno dei più importanti artisti della scena reggae inglese.

Foto: Elia Falaschi © Rototom Sunsplash 2007
Nella parte centrale la vena melodica prende decisamente il sopravvento rivelando le sue indubbie doti vocali, unite anche ad un sapiente uso del microfono. E un lungo finale vede alternarsi ritmi ragga e dolci melodie, mentre nel retropalco già arrivano i musicisti di Sizzla a montare i loro strumenti. Brevi e repentini passaggi tra un accenno di lambada e il più puro dei giri soul offrono una continua e mai scontata alternanza di emozioni dimostrando anche il gran lavoro fatto in fase di preproduzione.
Alla fine del concerto un po' di suspence per sapere se Maxi Priest concederà il bis e
Steve Giant arriva sul palco per chiedere il suo rientro a gran voce, ma non è un richiamo sufficiente per farlo tornare.
Marco Sacco