
Foto: Luca Sgamellotti © Rototom Sunsplash 2007
Il sole non è ancora tramontato quando
Junior Kelly fa il suo ingresso su un palco un po' ingombro perché già ospita parte della strumentazione degli
Africa Unite.
La tipica mano sinistra sull'orecchio, il microfono nella destra e un camicione con l'effige di
Che Guevara sulla schiena sono la prima immagine del concerto che va ad incominciare.
Poor Cry, Baby can't we meet e
Just another blend sono i primi pezzi che si susseguono velocissimi senza dare il tempo di apprezzarli come meritano. Poi il concerto si distende, grazie anche ai dolci interventi delle due ottime coriste, che a più riprese duettano con lui.
E' un momento intimo quando Junior Kelly si sofferma a parlare con il pubblico per raccontargli un aneddoto. Racconta di aver incontrato un uomo e di avergli chiesto quale fosse per lui la cosa più importante. "L'amore, l'amore verso il prossimo: sono innamorato dell'amore". Da allora è così anche per lui. Il caloroso applauso si mischia alle note di
Black is my color seguito da un gradevole accenno di cover della
Rebel Music di
Bob Marley, la prima di questo Sunsplash.

© Rototom Sunsplash 2007
Alla fine Junior Kelly applaude a mani alzate il suo pubblico che lo ricambia con affetto mentre il retropalco è già in subbuglio per preparare il set di
Bitty McLean. Rimane il tempo per l'ultimo pezzo,
Smile, che ci lascia contenti per quello che abbiamo sentito.
Marco Sacco
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