
Foto: Tato Richieri © Rototom Sunsplash 2007
Un banco ipertecnologico troneggia al centro del palco degli
Zion Train, facendo capire subito che sarà un concerto dominato dall'elettronica.
L'ingegnere del suono sul palco come parte integrante della band era una peculiarità, allora piuttosto innovativa, già degli
Almamegretta e non stupisce vedere Raiz coinvolto in questo progetto musicale.
Uno sguardo alla strumentazione rivela l'assenza di un bassista e che il basso campionato viene amplificato da un sub e ripreso da un microfono. In questo modo viene accentuato dalle sfumature dell'aria in movimento che contribuisce ad arricchirne la sonorità.

Una scaletta cronometrica, comandata dall'ingegnere del suono sul palco, scorre via fino a quando arriva il momento di
Marlene Johnson, bellissima e vestita di bianco. La sua voce è dolce e sinuosa e sembra tagliata apposta sulle sonorità del dub ipnotico degli Zion Train. Il pubblico le chiede un altro pezzo è lei dichiara di essere felice della sua prima volta al Sunsplah.
E' il turno di
Raiz, che attacca una bella versione di
Jerusalem di
Alpha Blondy, con la sua voce, un po' scalfita dal tempo, che intona con passione, passando per Sangue e Anima rammentandoci un glorioso passato.
Poi gli Zion Train riprendono il proprio repertorio alternando momenti rarefatti a ritmiche incalzanti sulle quali il cantante fa uscire tutta la sua energia, fino a quando arriva
YT a riversare sul pubblico una buona dose di deejay style, salutando con "Rototom, you are beautiful!"

Foto: Luca Sgamellotti © Rototom Sunsplash 2007
Il finale è un poderoso mix di techno, jungle, dub e chi più ne ha più ne metta. Il pubblico del Sunsplash, gradisce e ringrazia!
Marco Sacco
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