Anthony B
Tra i migliori esponenti del nuovo reggae un posto spetta di diritto ad Anthony B, nato Anthony Blair nel 1977 nel sobborgo di Portmore, vicino a Kingston.
La grande attenzione arriva nel '94 quando allo Sting Concert canta 'acapella' per la prima volta il suo inno contro la corruzione politica
Fire pon Rome, lasciando tutti i presenti senza fiato.
Le sue liriche contengono messaggi di liberazione per gli abitanti dei ghetti jamaicani ed infuocate invettive contro il potere economico di Babylon.
Ritorna al Rototom Sunsplash dopo la sua memorabile esibizione del 2001 e quella del 2005.

Foto: Roberto Coco
Anthony B apre il suo concerto sulle note
Equal Rights di
Peter Tosh presentandosi vestito interamente di bianco e con l'effige di
Martin Luther King sulla maglietta, ricevendo un'accoglienza da stadio.
Tra primi brani spicca
Higher Meditation, dall'omonimo nuovo album che segna un ritorno al roots dopo qualche incursione nell'hip hop e nella "urban music".
Uno striscione compare tra il pubblico "30/06/07 Do you remember Giulianova, Anthony B?", in riferimento allo splendido concerto gratuito di due settimane fa, mentre anche l'affollatissimo backstage balla con lui che istrioneggia sul palco e divaga sulle note di
World a music salutata da mille braccia verso il cielo.
Un'artista che ha fatto una bandiera della lotta alla corruzione con liriche anche censurate come in
Fire 'pon Rome, illuminata da una sontuosa fiaccolata, in cui simbolicamente scaglia fuoco su Roma, come metafora della corruzione politica.
Pezzi vecchi e nuovi si accavallano senza posa, intonati da una voce inconfondibile dove i momenti intensi vengono puntualmente sottolineati dal pubblico sempre coinvolto dalla sua grandissima padronanza del palco.

Foto: Marco Delfiol © Rototom Sunsplash 2007
Un finale arroventato saluta
Police, una denuncia della corruzione della polizia in Giamaica, per poi continuare ad oltranza in un concerto infinito in cui compaiono tra le altre a sorpresa anche
My boy lollipop e una incredibile
Knockin' on heaven's door di
Bob Dylan chiudendo un live veramente unico!
Marco Sacco
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