Fantan Mojah
Conosciuto dal grande pubblico grazie alle due bellissime hits
Hungry e
Hail the King è al suo secondo Sunsplash. Nato nel distretto di St.Elizabeth è stato influenzato agli inizi da Bounty Killer e in seguito da Capleton che lo ha avvicinato al lato conscious della musica e portandolo ad attaccare le gun tune, le canzoni con testi violenti. Impegno dunque, ma anche ottimo reggae con lui stasera.

Foto: Roberto Coco © Rototom Sunsplash 2007
Fantan Mojah fa un ingresso sgargiante saltando in un vestito interamente giallo, con fiamme disegnate qua è là, e dopo un paio di pezzi, via la giacca, via la camicia e via anche la canottiera, a svelare senza imbarazzo una pancia ballereccia e una pelle lucida di sudore. Chiede Fire Fire Fire mentre anche la sua pelle fuma, a contatto con l'umidità.
E' un concerto pieno di energia e in continua alternanza tra dancehall e ritmi one-drop, che il pubblico segue cantando e sventolando bandiere.
Torna poi Skara Mucci per intonare il vocalizzo caratteristico di
Nuh Build Great Man e duettarla con lui, mentre la pioggia non riesce a spegnere l'entusiasmo del pubblico che non recede di un passo.
Una ragazza viene fatta salire sul palco e lui se la abbraccia, zuppo com'è di sudore e pioggia, sussurrandole dolci melodie, che lei accoglie sorridendo imbarazzata, e anche un po' ritrosa.

Foto: Luca d'Agostino © Rototom Sunsplash 2007
E poi una fiaccolata fa da coreografia per le prime note di
Hail The King, conclusa con un melodico assolo del suo chitarrista per finire sulle note di
Hungry che si diffondono nella valle portando lontano il grido di Fantan Mojah contro la povertà.
Marco Sacco