I
The Bravery erano riusciti, col loro primo, eponimo disco, a creare un suono personalissimo: chitarre a rasoio, una coppia basso-batteria spasmodicamente danzereccia e delle tastiere che passavano abilmente dall'atmosferico al ruolo -praticamente-di terza chitarra. Insomma, avevamo a che fare fare con un Synth-Rock / Dance-Rock veramente di classe, una bomba.
Ma le bombe, si sa, presto o tardi esplodono. E ad accendere la miccia è stato il caro
Brendan O'Brien, producendo quest'album. Poteva fermarsi al Nu-Metal e affini (una lista infinita di collaborazioni prestigiose: Rage Against The Machine, Korn, Limp Bizkit, Audioslave, Incubus, Velvet Revolver, Soundgarden...)? A quanto pare, no.
Il signor O'Brien prende i nostri simpatici cinque Newyorkesi e gli dà una bella infarinata di
Franz Ferdinand (per le chitarre) e un piccolo tocco di
Ladytron (per le tastiere). Il risultato è interessante, ma impersonale. Ma, se della personalità non ve ne frega niente, non avrete alcuna difficoltà ad apprezzare questo disco, che come si suol dire, spacca.
Every Word Is A Knife In My Ear fa sfoggio di un riff secco, potente: ascoltate questa canzone due volte e la starete già canticchiando. Abbiamo poi
Believe, dove le infiltrazioni sopra citate si fanno decisamente evidenti (anche se mai in modo malevolo) e
Bad Sun, dove gli allegri -seppur vagamente malinconici- fischiettii ci fanno ondeggiare ritmicamente la testa. Particolare è
Above And Below, dove la voce di
Sam Endicott è il perno che tiene unite due parti strumentali ben distinte, in un ben bilanciato crescendo.
E se eravate curiosi di capire com'era la musica di questo gruppo prima dell'invasivo intervento di Brendan,
Faces fa al caso vostro; magari non sarà all'altezza del primo disco, ma è comunque quella che ci si avvicina di più.
Un gruppo Americano dalle vesti decisamente Britanniche e dal suono fresco, allegro; musica adatta a ballare, che in live -ne sono sicuro- esprime al massimo la sua energia.
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