Nine Inch Nails - Year Zero Remixed

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Nine Inch Nails - Y34RZ3R0R3M1X3D
Come da tradizione, dopo l'uscita dell'ultimo EP dei Nine Inch Nails, "Year Zero", è seguita quella del suo contestuale disco di remix: nome in codice "Y34RZ3R0R3M1X3D", ovverosia "Year Zero Remixed".

A remiscelare le tracce Reznor chiama collaboratori, vecchi mentori e recenti ammiratori, per un risultato nettamente sopra la media: Year Zero viene svestito della sua veste robotica, venendo a rivelare veri e propri gioielli di ingegneria elettronica. A darcene la dimostrazione è prima su tutte Meet Your Master, che, sotto il tocco decostruttivista dei The Faint si libera dai suoi suoni industriali per trasformarsi nella traccia più allegra e danzereccia del disco, una reinterpretazione elettro-funkeggiante che farebbe invidia a più di un Fratellino Chimico.

Le Ladytron mettono mano, su The Beginning of The End, a una delle tracce più rock di Year Zero, la "synthetizzano" e ci aggiungono le loro voci sussurate, e -come ciliegina sulla torta- sul finale riesumano la melodia di Closer (forse la canzone più famosa dei NIN).

Capital G passa dal Rock-Funk distorto che era a brano da discoteca tamarra, mentre Alessandro Cortini, ex tastierista dell'ultima Live Band di Reznor, con i suoi Modwheelmood prende i beat artefatti di The Great Destroyer e li addolcisce, per un risultato ipnotico-acustico.

Il decadente pianoforte di Another Version Of The Truth viene sostituito dagli archi -non certo meno decadenti- del Kronos Quartet, mentre in Gunshot by Computer il cazzutissimo Industrial Metal di Hyperpower! diventa la base per uno dei comizi-rap di Saul Williams (Video).

Un'altra splendida performance ce la dà l'allegra coppietta Stephen Morris & Gillian Gilbert (due "belle fette" di New Order) remixando ben due tracce del disco: il suono, da stridente e metallico che era, si fa liquido: entrambe le canzoni sembrano sciogliersi, reincarnandosi -nel caso di Zero-Sum- in uno splendido Trip Hop e -nel caso di God Given- in Techno Rap subacqueo. Fenomenale.

Y34RZ3R0R3M1X3D è l'opera di un artista eclettico resa ancora più eclettica dalla schiera infinita di collaboratori chiamati in causa; peccato solo per alcune tracce, pressoché immutate (The Warning, Vessel) e la versione terribilmente onirica di Me, I'm Not, perché per il resto si tratta di un disco magnifico, dove alcuni remix -addirittura!- superano in bellezza le originali.

Da avere anche se non siete dei fan del Nine, perché comprando questo disco lo diventerete!
a cura di Rhox






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