Radiohead - In Rainbows

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Radiohead - In Rainbows
Parliamo dei Radiohead. Una questione che scotta.

Come un po' tutti sapranno, Thom Yorke e compagnia bella hanno recentemente avuto la "rivoluzionaria" idea di smerciare il loro ultimo disco, "In Rainbows", servendosi unicamente di Internet, attraverso un metodo che potremmo riassumere "download a libera offerta": andando sul loro sito potevate scaricare il disco ed, eventualmente, sborsare qualche quattrino.

La stampa mondiale subito ha gridato al miracolo, e, prontamente al gruppo britannico stata cucita addosso l'etichetta di Paladini della Musica Libera. Perfetto, potremmo dire.

E invece no. Vi invito a fare alcune considerazioni.

Tanto per cominciare, prendiamo il fatto che ora il disco normalmente in vendita presso negozi, Itunes e via dicendo. E che, ovviamente, ora sta sbancando le classifiche (cosa che, con le sole vendite online non era affatto successa) grazie anche ad un meccanismo promozionale veramente efficiente.

Ora, iniziative del genere -il libero download- non sono una novit esclusiva dei Radiohead, una moltitudine infinita di gruppi Indie l'adoperava da tempo, ma nessuno di questi gruppi ha o aveva la notoriet dei nostri cinque. E neanche i loro soldi: soldi con i quali hanno potuto girare uno spot (stupendo, ma molto Apple-modaiolo) e mandarlo in onda sulle TV statunitensi.

Qual'era, quindi, il senso di tale operazione? Sollevare nuvole di polverone pararivoluzionario, lasciando che la stampa infiorettasse il tutto, per poi tornare a venderlo come tutti i comuni mortali e farci per la figura delle divinit?

Potrebbe sembrare incoerente, ma a ristabilire onest alla situazione ci pensa il fatto che il disco sia stato rilasciato nei negozi, materialmente, tramite una discreta moltitudine di etichette indipendenti. Questo risolverebbe tutto, no? Il futuro della musica sembra essere proprio qui, in questi brevi concetti: adesso tutti prendono, si fanno il loro sitarello, e bypassando le major e i vari maialoni burocratici venderanno dischi su dischi.

Purtroppo non andr cos. I Radiohead hanno avuto successo perch gi forti di una fama internazionale (sono 14 anni che girano su MTV, e hanno venduto circa 23 milioni di dischi), a loro bastato alzare la cornetta e dire "ehi, siamo i Radiohead, non che per piacere pubblicate il nostro disco?" e chi ti dice di no? se poi aggiungi la pubblicit in tiv, la critica -sempre spaventosamente entusiasta, nonostante musicalmente parlando non vi siano state grandi innovazioni- su riviste specializzate e non specializzate, ti renderai conto di come non tutte le band del pianeta hanno le stesse risorse. E, di conseguenza, le stesse possibilit di ottenere un successo del genere.

A tal proposito, una parentesi: parallelamente al fenomeno in Rainbows, un'altro artista, in Europa abbastanza misconosciuto, aveva avuto la stessa idea. Trent Reznor dei Nine Inch Nails aveva infatti prodotto a braccetto con Saul Williams il disco di quest'ultimo, senza per spendere soldi in pubblicit di alcun genere. Trascrivo direttamente le sue parole:
E' un momento strano per essere un artista nel modo degli affari discografici. E' abbastanza facile vedere che cosa NON fare in questi giorni, ma e' meno evidente sapere ci che giusto. Siccome mi trovo libero dalla burocrazia mastodontica delle grandi etichette, sono finalmente in grado di fare quello che voglio... ma che cosa ?

Qual il modo "giusto" per pubblicare un disco, trattare la musica e il tuo pubblico con rispetto e cercare di vivere bene?

Ho un certo numero di amici musicisti, che vivono una situazione simile o la vivranno presto, ed una vera fonte di ansia e di incertezza. Vorrei condividere la mia esperienza di aver pubblicato il disco di Saul Williams The Rise Inevitable e Liberation of NiggyTardust e quello che ho imparato da questo processo. Forse, spiegando le nostre informazioni - la nostra "sporca lavanderia" - siamo in grado di contribuire a una soluzione migliore.

Una breve storia: Saul ha fatto un grande disco che io ho prodotto. Non siamo stati in grado di trovare una grande etichetta. Abbiamo deciso di pubblicarlo per conto nostro in digitale. Saul non ha risorse finanziarie illimitate cosi' abbiamo cercato una societ in grado di soddisfare le nostre esigenze. Abbiamo scelto la Musicane perch sono competenti e sono disposti ad adeguarsi a quello che volevamo. I risultati sono qui: niggytardust.com

Abbiamo offerto l'intera registrazione gratuita (completamente gratuito per i visitatori - noi paghiamo i costi della banda), a 192 MP3, o per $ 5 possibile scegliere le varie versioni in digitale sostenendo direttamente l'artista.

Ecco quello che pensavo: i Fan sono interessati alla musica non appena disponibile ( buona cosa, ricordate), e di solito questo l'"advanced-copy" che proviene dagli impianti di produzione. Offrire la registrazione digitale appena appare sul mercato elimina il problema.

Ho pensato, se l'intero disco e' offerto gratuitamente a una ragionevole qualit e offro la possibilita'di mostrare chiaramente il sostegno che va dritto agli artisti che l'hanno fatto ad un prezzo indubbiamente basso le persone avrebbero "fatto la cosa giusta". Lo so, lo so... Bene, ora lo SO e anche voi lo saprete.

Il precedente disco di Saul stato pubblicato nel 2004 e ha venduto 33897 copie.

Fino al 2 gennaio 2008: 154449 persone hanno scelto di scaricare il nuovo disco di Saul.
28322 di queste persone ha scelto di pagare $ 5 per essa, il che significa che il 18,3% ha scelto di pagare.

Tieni presente che neanche un centesimo stato speso per questo disco in promozione.L'unica promozione e' stata solo me stesso e Saul che urlavamo a chiunque avrebbe ascoltato. Se 33897 persone fossero uscite e avessero comprato l'ultimo disco di Saul 3 anni fa (quando pi persone compravano i CD), e pi di 150K - cinque volte pi numerosi - hanno cercato questo nuovo disco, questo e' figo - giusto?

Devo dedurre che la gente a conoscenza di questo progetto deve essere principalmente fan di Saul o dei NIN, in quanto non vi stata poca copertura mediatica al di fuori dalla nostra influenza diretta. Se questa ipotesi corretta, una buona notizia che meno di uno su cinque sente che vale la pena spendere $ 5? Non sono sicuro di quello che mi aspettavo, ma tale percentuale - principalmente dai fans - sembra scoraggiante.

Aggiungete a ci: abbiamo speso troppo (correzione, ho speso troppo), facendo il disco utilizzando un A-team-list e uno studio, Musicane tasse, una vecchia pubblicazione delle offerte, tasse per i campionamenti, pagando per mettere on line il disco (i costi della banda). E nessuno si sta arricchendo da questo progetto.

Ma... la musica di Saul e' presente negli I-Pod di piu' persone che mai e le persone sono interessate a lui. Egli sar in tour quest'anno tutto l'anno e continueremo a ottenere la parola fuori comunque possibile.

Quindi - se sei un artista che cerca di utilizzare questo metodo di distribuzione,fai ci che vuoi di queste cifre e speriamo che queste informazioni siano per te illuminanti."

Trent Reznor

Mi sembra scontato dire che i Radiohead certi dati se li son tenuti per loro, cos come certe dichiarazioni non gli sono proprio passate per la testa, occupati com'erano a gongolarsi nella loro rinnovata notoriet.

Il futuro della musica rimane incerto, ma se nel frattempo avete voglia di masticare un po' d'inglese vi passo una lettura consigliataci dallo stesso Reznor, che pare stia facendo della questione economico-musicale (e non solo...) una vera propria crociata. Buona lettura.
a cura di Rhox


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