Justice † Cross

Justice - Cross
I Justice sono forse il più talentuoso gruppo emergente della scena musicale contemporanea. Oltre ad esser stati capaci di fondere elementi tra i generi più disparati mutuando un loro suono molto personale, i due francesi Xavier de Rosnay e Gaspard Augè si sono inseriti in modo rapido e strategico nel mondo della moda e, più in generale, in quello del marketing, rivelando di essere -oltre che degli ottimi musicisti- degli eccellenti uomini d'affari.

La loro musica è una dance oscura, un suono che è allo stesso tempo moderno e retrò, crudele ma luccicante, sia orecchiabile che marziale, portato ai massimi livelli da un calcolo meticoloso e un gusto estetico invidiabile. Ogni loro singolo è stato una riuscitissima operazione commerciale, attuata alla maniera di veri squali dell'industria discografica. Come nel caso, ad esempio, di D.A.N.C.E.

D.A.N.C.E. ha una melodia iperdistorta e piena di piccole, interessanti variazioni, sulle quali è astutamente poggiato un ritornello lungo quanto tutta la canzone, eseguito da un coro di bambini canterini e corredato di un video che definirlo ipnotico è dire poco, dove le grafiche delle magliette dei due protagonisti si mescolano in continuazione, pulsando, sgretolandosi e interagendo tra loro. Molte delle magliette, guarda un po', sono in vendita, basta farsi un giro in Rete. Ma la cosa che più inquieta (e affascina) è che sentendo una frase della canzone, quella che fa "Just Easy as ABC" sembra quasi di sentire, infinite volte, "Justice as ABC, Justice as ABC...": che la loro arte approdi addirittura nel subliminale?

Certo è che i Justice sono i paladini della cultura dello sfarzo: le loro giacche con la croce prospettica e luminescente sono infatti in vendita a 700 euro (!!!). Questi giubbotti sono i veri e propri protagonisti del video di Stress, il cui lancio è stata l'ennesima mossa tattica: a causa del suo contenuto, infatti, non è stato mandato in onda su nessuna TV, diventando di conseguenza un fenomeno da Youtube e facendo un milione di visite solo nella prima settimana.

Nel video, di Romain Gavras, un gruppo di ragazzi delle banlieue va in giro distribuendo odio al ritmo di un martello sinfonico, che fa molto "Lo Squalo", intrecciato con ritmi da rave e inacidito da punte electro alla Chemical Brothers, il tutto attraverso uno sfoggio macabro di iperrealismo e ultraviolenza. I portatori di questo "male estetizzato" sono dei moderni drughi, tanto che il finale stesso della canzone evoca i suoni del Wendy Carlos di Arancia Meccanica. Ma del resto tutta la musica del duo suona un po' come "La Marcia del Cattivo". Un cattivo figo, come tutti i cattivi che si rispettino.

Dal maestoso intro di Genesis alle marce sadiche che hanno confezionato per la primavera/estate di Dior Homme, i Justice fanno sfoggio di questo loro gusto "epico-fashion", la cui apoteosi di forma si ha nel video di DVNO dove il culto ammiccante del marchio è l'anima che regge tutta la canzone.

Certo, saranno capaci pure di ballate romantiche come con la splendida Valentine, che sembra il Tempo delle Mele nell'era digitale, ma poi veniamo agli atti: qui dentro c' è qualcosa che si aggira, un'ombra; che in Stress prende ed esplode: lì non rimane nemmeno uno straccio di "disco", rimane la paranoia, l'ansia. Sembrava, all'inizio, che questo gruppo fosse solo un accrocchio furbacchione di Chemical e Daft Punk, ed invece si sta rivelando sempre più una creatura con una sua anima, formata dal biniomio di questi due strateghi indipendenti. I Justice hanno già lanciato una loro linea d'abbigliamento, e a breve uscirà un documentario in dvd, sempre affidato al famigerato Gavras, e chissà cos'altro ci riservano ancora.

Loro dicono che il compito dell'artista è "portarti dal laghetto all'oceano". Scopo nobilissimo, figuriamoci. Dico solo che quella loro croce, così tetra e attraente, sembra proprio stia per arrivarci in faccia...

Nel frattempo però, il disco l'ho comprato.
a cura di Rhox






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