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Fare musica con Linux - Cricket Studio: intervista a Emiliano Grilli

Sabato, 03 Ottobre 2015 21100

Dopo la "visita" al Cricket Studio abbiamo pensato che fosse interessante chiacchierare un po' con chi lo gestisce per saperne di più del mondo Audio Open Source.

Emiliano "Emillo" Grilli lavora da anni con Linux, ha seguito da vicino l'evoluzione di molti progetti (Agnula) interagendo spesso con gli sviluppatori e scritto interessanti articoli per riviste specializzate. Ecco cosa ne è uscito fuori.

Audiosonica:

Da quanto tempo lavori con Linux nel campo dell'audio? Con cosa lavoravi all'inizio?

EG
Dunque vediamo, lavoro con linux dal 1999 circa. Prima utilizzavo Windows. Ne ho usate diverse versioni, dalla 3.1 fino a windows 98 SE, passando per windows 95. A dire la verità a quei tempi, erano i primi anni '90, non facevo molto di "professionale", e i software per windows erano veramente immaturi, probabilmente non avrei potuto far nulla di professionale nemmeno volendo. Ricordo che utilizzavo Cakewalk (ora sonar), che era appena nato ed era dato in bundle con la Soundblaster. La mia prima scheda audio: una scheda ISA a 16 bit che pagai qualcosa tipo 250.000 lire di allora che erano una bella cifra. Naturalmente la qualità era pessima, ma mi divertivo, usavo anche il mitico fast tracker 2 su DOS, e devo dire che era forse il programma più affidabile. Ai tempi l'hard disk recording era una chimera, anche perché avevo un hard disk da 40 Mb. Poi ho provato altri software, ho comprato altre schede audio (la AWE 64 Gold, anche quella pagata una follia) ma non trovavo nulla che mi soddisfacesse, e soprattutto il sistema operativo era talmente instabile che non permetteva di fare niente di serio. Poi ho scoperto Linux, che all'epoca era molto indietro, roba da cavalieri jedi: l'installazione era veramente difficile per un normale utente, KDE e Gnome ancora non esistevano, insomma era veramente bruttino, ma era libero. Questa cosa mi piaceva moltissimo, anche perchè ebbi una brutta esperienza con la mia terza scheda audio: la Gadget Labs Wave 824, una scheda 8 input e 8 output che tecnicamente non era male: sfortuna volle però che la ditta che la produceva fallì, e quindi non c'era più speranza di avere driver aggiornati. Ricordo che la pagai tipo 800.000 lire, una discreta somma, e sentii come di averli buttati via. Per un po' frequentai i forum degli utenti disperati che cercavano di fare il reverse-engineering del driver, ma senza risultati. Poi, esasperato anche dall'instabilità di Windows decisi che se volevo fare dell'informatica un mezzo di lavoro, dovevo "prendere il toro per le corna" e così passai a Linux, prima in dual boot con Windows, poi pian piano cominciai ad usare solo quello. Ed è una scelta che non ho mai rimpianto.


Audiosonica:
Da allora, fino ad oggi, puoi farci una breve panoramica dell'evoluzione che hai visto?

EG
Un'evoluzione enorme, velocissima, impossibile in sistemi commerciali. Ho parlato con gli sviluppatori dei vari software, trovato bug, suggerito feature, aiutando come potevo non essendo un programmatore. All'inizio non c'era praticamente nulla per fare audio e MIDI, e sono passati vari anni prima di avere qualcosa con cui poter lavorare, ma oggi abbiamo un sistema libero veramente potente e flessibile, anche se forse non è user-friendly come i software commerciali. E' proprio una "forma mentis" diversa: non ci sono wizard che fanno tutto al posto tuo, sei tu che devi comandare la macchina, e questo comporta il fatto di imparare a farlo. La mia crescita personale in fatto di informatica è stata profonda, e capisco la frustrazione di coloro che sono abituati ad avere "tutto e subito", ma la scelta è tra avere il controllo dei software che usi oppure esserne dipendenti. Ed esserne dipendenti significa anche subire le scelte di marketing delle software house, si veda il caso di Logic per Windows...


Audiosonica:
Quale distribuzione Linux usi per il tuo lavoro, e perché l'hai scelta?

EG
Utilizzo 64 studio, una custom debian distribution fatta per la produzione multimediale in campo audio, video e grafico. Sono arrivato a Debian dopo aver utilizzato molte altre distribuzioni (Red Hat, Mandrake, SuSE, etc...) e trovo che debian sia la migliore, la più libera e la più manutenibile nel tempo. 64 studio ha un kernel ottimizzato che permette bassissime latenze audio, ed essendo una vera e propria debian posso attingere all'immenso parco software debian con estrema facilità. Quando usavo windows ero abituato ad avere più partizioni (una per l'audio, una per l'ufficio, una per i giochi) e a riformattare ogni sei mesi. Ora ho la stessa installazione da anni, con tutti i software che mi servono, costantemente aggiornati e in piena efficienza, su un'unica partizione. Se si vuole proprio trovare un difetto a debian è la sua lentezza nei rilasci: rispetto ad altre distribuzioni con debian sei sempre un po' indietro (se usi la versione stable), ma quando debian è STABLE, vuole dire che è veramente "rock solid".


Audiosonica:
Puoi descriverci una tua tipica sessione di lavoro?

EG
Dunque, naturalmente non faccio solo audio per campare (magari!), e i miei skill su linux sono molto utili per qualsiasi tipo di lavoro informatico, soprattutto in ambito server, web, etc. Lavoro molto con la shell, la linea di comando, che per quanto a parole possa sembrare qualcosa di vetusto e sorpassato, è invece la chiave di ciò di cui parlavo prima, ovvero l'interazione uomo-macchina. Tramite la linea di comando io impartisco i comandi, e la macchina esegue pedissequamente, come uno schiavo fedele. Bello, vero? La filosofia UNIX è quella di avere tanti programmi specializzati che possono essere combinati per ottenere il risultato voluto. Per esempio, voglio cancellare tutti i file che si chiamano "Thumbs.db" in un complesso albero di directory a partire dalla directory corrente: con windows sarebbe un incubo di click, mentre con la linea di comando digito "find . -name Thumbs.db -exec rm {} \;" e il gioco è fatto.
Tornando all'audio, la tipica sessione di lavoro comprende JACK, un server che permette alle applicazioni di scambiarsi dati audio, ed è quindi la prima cosa che faccio partire, tramite il front-end qjackctl, che fornisce una comoda rappresentazione grafica dello stato del server e permette di controllarlo. Dopodiché dipende, se è un lavoro solo audio molto semplice posso usare gli editor (normalmente Audacity o Mhwaveedit), altrimenti se si tratta di un progetto multitraccia utilizzo Ardour, un meraviglioso registratore digitale multitraccia con feature comparabili a protools. Con ardour registro in multitraccia dalla scheda audio (8 ingressi) e/o dalle altre applicazioni. In aggiunta, se la sessione comprende non solo strumenti acustici ma anche campionatori, synth eccetera, solitamente uso Muse, un sequencer MIDI, oppure Rosegarden. Poi uso Hydrogen per le basi di batteria. Non utilizzo molti software synth, ma nel caso mi piacciono Zynaddsubfx e Amsynth, e spesso uso i Soundfonts con Qsynth/Fluidsynth. A volte mi è anche capitato di creare o modificare soundfont con Swami. Continuo a non disdegnare l'uso dei tracker (Soundtracker e Milkytracker), e poi le mille e una meravigliose applicazioni command line (Timidity, Arecordmidi, Ecasound, Sox, Mplayer, Flac, Oggenc, Resample, Normalize, etc...) che come dicevo possono essere combinate, scriptate a piacimento, schedulate, e usate nei modi che più mi interessano. Negli anni sono arrivato alla convinzione che per un programma, avere un'interfaccia command line è un gran pregio, non un difetto. Non utilizzo molto, ma mi piacerebbe, i vari linguaggi di sintesi ed elaborazione audio come Csound, Puredata, Supercollider, etc... ma mi piace sapere che sono disponibili e pronti all'uso :) Per fare i cd uso Gnome CD Master, che permette di mettere gli id dei brani su un unico wav, e k3b come programma di masterizzazione comune. Per fare colonne sonore uso ardour insieme a xjadeo che è un player video che si sincronizza a jack transport. Ah non ti ho ancora parlato di jack transport: è un meccanismo di jack per cui il trasporto (ovvero la "posizione nella song") è condiviso tra diverse applicazioni. Così molte delle applicazioni di cui ho parlato possono andare in sincrono tra loro: schiaccio play in una e tutte partono.


Audiosonica:
Quali sono i problemi più frequenti che riscontri nell'utilizzo di applicazioni audio con Linux?

EG
Dunque, la cosa di cui più sento la mancanza sono funzioni avanzate di quantizzazione MIDI, strano a dirsi, ma nonostante in ambito audio abbiamo delle perle come ardour, lo stato dei sequencer MIDI è ancora un tantino indietro. In questo momento gli sviluppatori stanno aggiungendo il supporto MIDI ad Ardour, ma è una cosa che richiederà tempo, e che a dire il vero va un po' contro il mantra UNIX "fai una sola cosa, e falla bene". Per quanto riguarda veri e propri problemi, una volta capito il sistema e avendoci preso la mano non ce ne sono tanti: non ho mai perso un bit di audio in anni di lavoro. Ci possono essere bachi in alcuni plugin LADSPA che a volte fanno andare la CPU al 100% e possono bloccarti, ma non ne faccio un uso intensivo, e una volta individuati i "sospetti" li si usa con prudenza.


Audiosonica:
Tu sei notoriamente un esperto di Linux. Pensi che oggi questo mondo sia accessibile anche ai profani?

EG
Beh, il workflow di linux non è "click and think", quindi se uno si aspetta di lavorarci senza studiarlo (come di solito si fa con windows), otterrà probabilmente solo delle pesanti frustrazioni. Linux è un sistema che non nasconde all'utente la complessità, ma gliela mette a disposizione completamente, in ogni suo dettaglio. Anche se oggi ci sono distribuzioni user firendly tutte grafiche e mouse-driven, una certa conoscenza dell'ambiente UNIX è direi quasi indispensabile. Però ho visto molti che con buona volontà ci si sono messi e sono molto contenti. Altra cosa bella di linux è che "ci arrivi in fondo", ovvero se sei abbastanza determinato risolvi qualsiasi problema, se la soluzione è possibile. Poi c'è una community veramente amichevole e disposta ad aiutare, cosa che in altri ambienti non ho visto, o almeno non con lo stesso impulso alla condivisione. Naturalmente bisogna un po' sbattersi, prima, e poi cercare aiuto: chi vuole la "pappa pronta" e pesta i piedi perchè il giocattolo nuovo non gli funziona non sta molto simpatico nemmeno alla meglio disposta delle community :)


Audiosonica:
Cosa consigli a chi inizia? (distribuzione, macchine, utilizzi)

EG
A chi inizia, a parte la distribuzione che può essere qualsiasi, consiglio di leggere, documentarsi e imparare ad usare la shell (linuxcommand.org, tldp.org). Imparare ad usare il terminale, ad usare comando "man", che da accesso al manuale di tutti i comandi, imparare ad usare un editor come Vim o Emacs, imparare a farsi dei piccoli script di shell (ad esempio, convertire tutti i wav di una directory in ogg). Imparare a gestire i pacchetti software della propria distribuzione, imparare a muoversi nel sistema con mouse e tastiera, imparare ad installare un programma da sorgenti, imparare a lavorare con file di testo semplice, ad usare il copy&paste, ad usare i virtual desktop, etc... Specificamente per uso audio invece, se si vuole partire subito col piede giusto, consiglierei una distro con un kernel ottimizzato (64studio, planetCCRMA, Ubuntustudio, JAD), e a capire il funzionamento di base di JACK e Ardour. Altra cosa importante, visto che il supporto hardware è completo solo su alcune schede audio, è di informarsi _prima_ dell'acquisto che vi sia una piena compatibilità linux della scheda audio che si vuole acquistare (alsa-project.org/main/index.php/Matrix:Main).


Audiosonica:
Che prospettive vedi nel futuro dell'audio Linux?

EG
Credo che continuerà a migliorare come ha fatto negli ultimi anni, e credo che diventerà una piattaforma di eccellenza quando ci saranno delle iniezioni finanziarie per promuovere lo sviluppo delle applicazioni. In ambito di grafica 3d questo è già successo, ed ora le major di hollywood che fanno animazione 3d sono quasi totalmente equipaggiate con linux (http://www.linuxjournal.com/article/9653). Per quanto mi riguarda continuerò ad usarlo sempre perchè mi ha dato grandi soddisfazioni e mi ha fatto crescere ed acquisire delle conoscenze molto ben spendibili anche in campo lavorativo.

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