Gli algoritmi di compressione lossy si basano sulla conoscenza delle caratteristiche dei dati da comprimere. A seconda del tipo di dati è possibile individuare parametri ricorrenti da sfruttare per operare la compressione. Per spiegare questo fatto immaginiamo di dover concepire un algoritmo di compressione per immagini in movimento. Sicuramente sfrutteremo il fatto che in una successione di fotogrammi, un'immagine e la successiva differiscono di poco (a meno che non ci si trovi in corrispondenza di un cambio di inquadratura). Dunque in un ipotetico algoritmo di compressione andremmo a memorizzare solo i dati che da un'immagine all'altra sono cambiati. Nel caso del segnale audio, le caratteristiche da sfruttare nella compressione sono diverse. La gran parte degli algoritmi di compressione del segnale audio si basano sul principio del mascheramento ossia sul fatto che se una certa frequenza del segnale in esame ha un'ampiezza sufficientemente elevata, ha l'effetto di mascherare le frequenze adiacenti se queste sono di ampiezza ridotta. La figura seguente mostra un segnale con diverse frequenze e l'andamento della soglia di ascolto dell'orecchio umano in corrispondenza delle frequenze con ampiezza più elevata.
Questa sezione non è presente nella versione online.
Clicca qui per acquistare la versione PREMIUM
La versione online del Corso Audio Multimediale è distribuita con Licenza
Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia



























