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Il timecode SMPTE - Sincronizzazione

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24.4. Il timecode SMPTE

È un timecode di tipo analogico nel senso che il segnale del timecode viene registrato su un supporto analogico come se si trattasse di un segnale audio. La sua registrazione può avvenire in due modalità a seconda del tipo di supporto sonoro che si ha a disposizione:

  • VITC (Vertical Interval Time Code ): viene usato un supporto con testine rotanti [Vedi: Supporti a testina rotante] e il timecode viene memorizzato su apposite tracce parallele alle tracce audio. In alcune macchine come l'Alesis ADAT [Vedi: ADAT] ciò non è possibile e dunque si registra il timecode su una delle tracce audio. Ha il vantaggio di poter essere letto anche quando il nastro è fermo grazie alla continua rotazione della testina.

  • LTC (Longitudinal Time Code ): viene utilizzato un supporto con testine fisse (come per esempio un normale registratore multitraccia a bobine). Il timecode viene registrato su una delle tracce audio lungo la direzione longitudinale del nastro. Ha il vantaggio di essere leggibile anche per alte velocità del nastro (per esempio durante un avanzamento veloce).

Il timecode SMPTE suddivide l'asse temporale secondo il formato seguente:

ore : minuti : secondi : frame : subframe (opzionali)

Oltre al riferimento temporale notiamo una suddivisione dei secondi in frames [89] (e questi a loro volta vengono suddivisi in subframe). Questa modalità si riferisce alla temporizzazione video in cui i frame sono il numero di fotogrammi al secondo. Naturalmente in audio non abbiamo fotogrammi ma conviene comunque adottare questo sistema di temporizzazione. Ciò ha origine dal fatto che il timecode video era già stato messo a punto e ben si prestava anche per finalità audio e inoltre avendo una temporizzazione di questo tipo è immediato sincronizzare audio e video dato che utilizzano lo stesso timecode. Il numero di frame varia a seconda del formato video che viene utilizzato. La tabella seguente riassume i diversi formati:

Tabella 24.1. Formati video

UtilizzoFrame al secondo (fps)
Film24
TV - Europa25
TV Bianco e Nero - America30
TV Colori - America29.97

Il timecode non è altro che una sequenza ininterrotta di 1 e 0 che indicano di volta in volta l'istante corrente. Per indicare uno 0 oppure un 1 il SMPTE utilizza una codifica che prende il nome di Manchester Bi-Phase Modulation .

24.4.1. La registrazione del segnale

Consideriamo la modalità LTC ossia registriamo il timecode su una traccia di una bobina. In questo caso le frequenze fondamentali utilizzate sono 1 KHz (per i bit 0) e 2 KHz (per i bit 1). Diamo di seguito una serie di criteri da seguire per la registrazione del timecode che è un segnale molto delicato e dunque rischia di essere compromesso facilmente:

  • Il SMPTE va registrato ad un livello non troppo alto, generalmente a -7 Vu.

  • Il percorso che il segnale compie a partire dal generatore di timecode fino al registratore deve essere il più diretto possibile. La cosa migliore è prelevare il segnale del generatore di SMPTE direttamente dalla patchbay [Vedi: La PatchBay] e da lì, inoltrarlo sempre attraverso la patchbay sulla traccia del registratore. In questo modo il segnale non passa neanche attraverso il mixer.

  • Non utilizzare mai sistemi di Noise Reduction [Vedi: Riduzione del rumore] per la registrazione del time code in quando potrebbero alterarne irrimediabilmente il contenuto in frequenza.

  • Il particolare contenuto in frequenza del SMPTE genera problemi di crosstalk [90]. Per questo, mettendolo sull'ultima traccia disponibile (o anche sulla prima ma per convenzione si sceglie l'ultima) si evita il crosstalk su due tracce limitandolo a una sola. Sulla traccia che rimane adiacente al timecode si consiglia di registrare un segnale con un contenuto continuo ed esteso in frequenza (per esempio una chitarra con distorsore) in modo da mascherare il SMPTE. Per esempio non registreremo mai una piccola percussione che suona di tanto in tanto vicino alla traccia del timecode.

  • Il timecode va registrato sull'intero nastro. La temporizzazione si fa partire sempre da almeno 1 ora in modo da poter cominciare il tracking un po' prima per dare il tempo alle varie macchine, che si devono sincronizzare con il codice, di allinearsi.

24.4.2. Il formato dei frame

Come abbiamo già visto vi sono diversi formati di frame [Vedi: Formati video] a seconda del paese e del contesto di utilizzo. È importante avere una conoscenza del funzionamento dei vari formati in quanto non è infrequente dover eseguire delle conversioni di formato. La misura di riferimento per i frame è il fps - frame per second ossia il numero di frame al secondo.

24 fps: è lo standard utilizzato per il cinema. Il numero di fotogrammi al secondo pari a 24 era considerato sufficiente per creare un effetto di movimento sfruttando il tempo di persistenza delle immagini sulla retina dell'occhio.

25 fps: è lo standard europeo sancito dalla EBU (European Broadcasting Union ). Questo valore è stato fissato sia per la TV in bianco e nero che per quella a colori. Il valore dipende dal fatto che in Europa la corrente alternata ha una frequenza di 50 Hz. Ogni immagine viene disegnata sullo schermo riga per riga, in particolare se ci troviamo sul fotogramma n-esimo, le righe dispari saranno prese da questo mentre le righe pari saranno prese dal fotogramma successivo (n+1). In questo modo ad ogni ciclo di corrente viene mostrato un fotogramma (nel primo semiciclo per le righe dispari e nel secondo semiciclo per le righe pari).

Il più diffuso sistema di codifica dell'immagine in Europa è il sistema PAL (Phase Alternating Line ). In America sfortunatamente si utilizza uno standard diverso che impone la conversione da un formato all'altro a seconda del contesto di utilizzo.

30 fps: è lo standard NTSC (National Television Standards Commitee ) Americano per la TV in bianco e nero. Il motivo risiede nel fatto che la corrente alternata in America ha una frequenza di 60 Hz. Questo formato e' tuttora utilizzato su standard ATSC (acronimo di Advanced Television Systems Committee ). Viene anche chiamata: modalità non-drop mode , vedremo tra un momento perché.

29.97 fps: viene chiamato drop frametime code mode ed è lo standard per la TV a colori americana. Questo numero così scomodo da utilizzare nasce dal fatto che una frequenza di 30 fps per immagini a colori generava problemi di aliasing su alcuni colori. Rallentando sensibilmente la velocità dei fotogrammi si ottiene una corretta riproduzione del colore. Per realizzare un timecode che segue i fotogrammi di questo formato si utilizza la modalità 30 fps in cui vengono saltati (dall'inglese drop: posare, lasciare) 2 frame ogni minuto. Questo garantisce che dopo un'ora la temporizzazione sarà esattamente di 29.97fps.



[89] fotogrammi

[90] Con questo termine si indica l'interferenza reciproca tra due tracce adiacenti su un registratore analogico e su un mixer.

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