L'obiettivo durante la fase di registrazione è quello di registrare i segnali prelevati dalle sorgenti sonore il più fedelmente possibile ossia introducendo il minimo di alterazioni. Per questo motivo generalmente nessun effetto viene utilizzato in questa fase, essendo poi la fase di mixing quella realmente dedicata alla manipolazione dei suoni.
Quando un mixer si trova nello stato di registrazione, i collegamenti con il registratore multitraccia sono gestiti come mostrato nella figura seguente:
Ancora una volta ribadiamo l'equivalenza formale tra l'utilizzo di un registratore analogico a nastro e un interfaccia audio+computer dotato di DAW
Prendiamo un segnale microfonico che vogliamo registrare e che mandiamo sull'ingresso 1 del mixer. Il segnale entra nel canale principale (il suo livello è controllato dal fader più grande) e da questo viene assegnato al gruppo 1 il quale a sua volta è collegato alla traccia 1 del registratore. In questo modo il nostro segnale da registrare è arrivato sulla traccia del registratore. A questo punto dal registratore abbiamo anche un segnale di uscita dal canale 1 (che può essere una copia del segnale che ha ricevuto in ingresso oppure può provenire dal nastro registrato a seconda che la traccia si trovi in modalità input [Vedi: Modalità Input] o in modalità sync [Vedi: Modalità Sync]). Il segnale che esce dal canale 1 del registratore arriva all'ingresso 1 del mixer, però stavolta entra nel canale monitor. Riassumendo, nel canale 1 del mixer abbiamo il segnale di ingresso proveniente dal microfono controllato dal fader più grande e un altro segnale nel canale monitor che proviene dal registratore. A questo punto possiamo metterci in una situazione reale e ragionare in modo più concreto. Come detto, il nostro obiettivo durante la fase di registrazione consiste nel fare arrivare alle tracce del registratore il suono più pulito possibile prelevato dalla sorgente sonora. Dunque sarà nostra cura fare in modo che nessuno stadio, attraversato dal segnale lungo tutto il percorso per arrivare al nastro, introduca distorsioni. Per questo il fader del canale principale percorso dal segnale di ingresso viene messo nella posizione 0 VU (in questo modo il circuito associato al fader non interviene sia in attenuazione che in amplificazione e dunque non introduce distorsioni). Dal fader principale, il segnale viene trasferito su un gruppo dunque portiamo a 0 VU anche il fader del gruppo. A questo punto agendo sul gain del canale e monitorando il segnale sui VU-meter [Vedi: VU Meters] del mixer portiamo il livello intorno a 0 VU[40] (ricordiamo che stiamo registrando un segnale sonoro che dunque non avrà un'ampiezza costante, ma piuttosto un'ampiezza che oscilla intorno a un valore medio). Ripetendo questa operazione su tutti i canali su cui è presente un segnale siamo sicuri di registrare ogni segnale al livello ottimale introducendo il minimo delle distorsioni. Per ascoltare i suoni che stiamo registrando entrano in gioco i canali monitor che come detto ricevono in ingresso i segnali provenienti dal registratore. I canali monitor, quando il mixer è in modalità di registrazione, trasferiscono i segnali sul mix bus che è possibile ascoltare dai monitor dello studio. Dunque agendo sui fader secondari e sui relativi controlli panoramici siamo in grado di creare un mix con i segnali che stiamo registrando. Le operazioni vengono eseguite in questo modo perché i segnali che vanno su nastro per essere registrati devono avere livelli costanti per tutta la registrazione (per questo i fader dei canali principali e dei gruppi rimarranno fermi a 0 VU) mentre per l'ascolto dobbiamo essere liberi di variare i livelli di qualsiasi segnale. Da notare che tutti i dispositivi presenti su ogni canale (equalizzatore, filtro, pad, invertitore di fase ecc.), in modalità di registrazione agiscono sul segnale presente nel canale monitor. Questo viene giustificato dal fatto che comunque in fase di registrazione sul canale principale non si esegue nessuna manipolazione per non introdurre distorsioni dunque tutti gli accessori del canali sono resi disponibili sul canale monitor per personalizzare l'ascolto (su alcuni mixer, opportuni interruttori permettono quando necessario di assegnare un dispositivo al canale principale disattivandolo dal canale monitor).
Riassumiamo dunque i passi principali per configurare lo studio per una registrazione.
Portare a 0dB (né boost né cut) i fader dei canali principali su cui sono presenti i segnali da registrare
Portare a 0dB (né boost né cut) i fader dei gruppi
Regolare il livello dei segnali utilizzando il potenziometro di trim di ogni canale monitorando il livello sui VU meter. Portare il livello del segnale attorno allo 0VU
Configurare il registratore in modo tale che fornisca in uscita il segnale di ingresso, se siamo in modalità input, o il segnale registrato, se siamo in modalità sync
Alzare i fader dei canali monitor
Alzare il fader principale del monitor bus e assegnarne l'uscita sui monitor dello studio
Regolare il monitor mix utilizzando i fader secondari e i relativi controlli panoramici
In fase di registrazione è molto raro l'utilizzo effetti in quanto si desidera ascoltare esattamente ciò che viene registrato. Per questo le mandate ausiliarie vengono impiegate soprattutto per creare ulteriori mix da fornire in cuffia ai musicisti presenti nella sala di ripresa. A seconda delle mandate che abbiamo a disposizione possiamo creare diversi tipi di mix. Una situazione comune è avere a disposizione 4 aux send da utilizzare per creare due diversi mix stereo per i musicisti. Gli aux send prendono una copia del segnale (possono prelevarlo sia dal canale principale che dal canale monitor attraverso uno switch) e lo inviano verso un'uscita il cui livello è controllato da un potenziometro che prende il nome di aux send master. Nella master section del mixer sono presenti i comandi per utilizzare le uscite aux send. Nel nostro caso (4 aux send) avremo uno schema del tipo:
Per esempio per creare un mix per i musicisti con i segnali dei primi 3 canali (canale 1: voce, canale 2: chitarra 1, canale 3: chitarra 2) alzeremo gli aux send 1 e 2 dei canali 1, 2 e 3 e il livello complessivo del mix sarà regolato dai potenziometri aux send master 1 e aux send master 2.
Il caso più comune di utilizzo di un effetto in fase di recording è l'uso di un riverbero durante la registrazione di una voce, da aggiungere al mix del cantante. Per questo è necessario utilizzare un ulteriore aux send per alimentare un riverbero con il segnale della voce. L'aux return, proveniente dal riverbero, andrà indirizzato nel cue mix del cantante premendo l'apposito tasto presente nella sezione aux return della master section [Vedi: Aux return master][41].
[40] Se lo studio è stato calibrato correttamente, il livello del segnale monitorato sugli indicatori di livello del mixer deve essere esattamente lo stesso presente sugli indicatori del registratore.
[41] Come si può notare dalla figura, nel mixer da noi scelto come esempio, gli aux return 3 e 4 possono essere assegnati, oltre che al mixbus, anche agli ascolti 1 e 2 (denominati phones 1 e phones 2).

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