Questi protocolli cominciano ad affermarsi negli anni '90 del secolo scorso quando emerge la necessità di trasmissione/ricezione di audio digitale tra macchine. Vengono definiti nel tempo diversi standard, che al di là delle specifiche diverse prevedono tutti lo stesso tipo di caratteristiche: numero di canali di ingresso e uscita digitali, quali frequenze di campionamento e bit di quantizzazione consentiti, segnale di clock (dovuto all'imprescindibile necessità di sincronizzare le due macchine interessate dalla comunicazione), tipo di connettore impiegato. In questa sezione vediamo i più utlizzati in ambito professionale.
S/PDIF è l'acronimo di Sony/Philips Digital Interconnect Format , meglio noto come Sony/Philips Digital Interface . Questo protocollo può trasportare sia segnali audio che segnali di clock. Un solo cavo può trasportare 2 canali audio digitali non compressi oppure codifica surround 5.1/7.1 compressa (Dolby Digital [Vedi: Dolby prologic e dolby digital] e DTS [Vedi: DTS]). Questo tipo di connessione può utilizzare diversi tipi di connettori. Sulle schede audio semiprofessionali, vengono impiegati dei connettori RCA [Vedi: RCA], che per le loro caratteristiche limitano a una decina di metri la lunghezza dei cavi[77]. È una variante semiprofessionale per protocollo AES/EBU [Vedi: AES/EBU], più utilizzato in ambito professionale.
AES/EBU E' l'acronimo di Audio Engineering Society e European Broadcasting Union , è un protocollo di comunicazione di dati digitali messo a punto dal lavoro congiunto di questi due organismi deputati alla definizione degli standard audio mondiali. Può trasportare sia dati audio che segnali di clock. Un solo cavo può trasportare 2 canali audio digitali. Questo tipo di connessione può utilizzare diversi tipi di connettori[78]. Nelle interfacce audio professionali, vengono impiegati dei connettori XLR bilanciati [Vedi: XLR - Cannon], che per le loro caratteristiche permettono di utilizzare cavi fino a 100m di lunghezza. La sua variante utilizzata in ambito semiprofessionale è l'S/PDIF [Vedi: S/PDIF].
ADAT è l'acronimo di Alesis Digital Audio Tape e indicava all'origine un modello di registratore audio digitale [Vedi: ADAT]. Quello che è sopravvissuto oggi è il protocollo di comunicazione digitale di questi dispositivi, capace di trasferire 8 tracce audio non compresse su una singola fibra ottica. Viene utilizzato da convertitori analogico-digitali, schede audio per Digital Audio Workstation (DAW), effetti esterni, ecc. Viaggia su connessione ottica [Vedi: Connessioni ottiche] con connettori di tipo Toslink [Vedi: Toslink].
MADI è l'acronimo di Multichannel Audio Digital Interface , chiamato anche AES10, è un protocollo di comunicazione che permette la trasmissione di 56 canali audio digitali contemporaneamente su un unico cavo dotato di connettore BNC [Vedi: BNC]. Può trasportare 28, 56 o 64 canali, campionati [Vedi: Introduzione all'audio digitale] fino a 96 kHz e con una risoluzione di 24 bit per canale. Viene efficacemente impiegato in contesti live, riducendo drasticamente l'ingombro dei cavi: un solo cavo che trasporta 64 canali, invece di 64 cavi!
[77] Su alcune macchine questo segnale può essere trasmesso tramite connessione ottica [Vedi: Connessioni ottiche] utilizzando dei connettori Toslink [Vedi: Toslink].
[78] Lo standard AES/EBU (AES3) attualmente prevede anche connessioni RCA e TOSLINK, in quest'ultimo caso esiste un livello di interoperabilità con S/PDIF
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