Il suono è un fenomeno complesso; ogni buon manuale di acustica dimostrerà come dal momento della sua generazione fino all’ascolto finale siano molteplici i fattori che lo modificano e lo rendono piuttosto eterogeneo. I tentativi scientifici per ottimizzare l’ascolto non possono ancora considerarsi soddisfacenti, ma ciò, che mette in crisi gran parte degli studiosi, è motivo di interesse per chi, come un buon ascoltatore, ha imparato più a valorizzare le imperfezioni che la risoluzione matematica. Il suono ha una natura complessa e soprattutto difficile da qualificare. La “semplice” analisi dello spettro di frequenza, del livello di pressione sonora, dei rapporti numerici tra fondamentali di due o più suoni eccetera non sono mai facilmente correlabili con le relative sensazioni di timbro, loudness, armonia. . . . Ulteriore incredibile argomentazione, quella del “comma pitagorico” ossia la differenza tra gli intervalli, tra i toni e i semitoni, questione centralissima nello sviluppo della musica e nel suo legame con matematica e fisiologia, corrispondenza non facile. Pitagora aveva abilmente nascosto questa anomalia, questo apparente assurdo (e pensare che questo stesso termine deriva da “Absurdom” dal sordo, come chiamava Pitagora le cose irrazionali!), non trovandone una soluzione che poi puntualmente arrivò, con un grosso grado di approssimazione, con Aristosseno di Taranto. Per la cronaca, il segreto di Pitagora ebbe un traditore dal nome Ippaso di Metaponto, al quale venne costruita una tomba in vita, e attentato.
In conclusione, il suono nella storia ha creato non pochi problemi, ed è forse per questo che il suo sviluppo è stato leggermente ritardato rispetto ad altre discipline, ma è proprio questa sua caratteristica a renderlo più vicino all’umano, infatti, essendo la natura umana non rispondente in modo semplice o banale alle leggi fisiche, il suono contribuisce a stimolare ogni singolo soggetto fino a determinarne una serie sconfinata di comportamenti. Studiare il suono è l’essere consapevoli di una sua singolarità dovuta alle infinite condizioni che l’hanno determinato. Ed è per questo che il suono non sempre si definisce, ma si interpreta.


























