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Analisi d'ascolto - L'ascolto avanzato

3.19. Analisi d'ascolto

Ci sono diversi stadi nell'esperienza d'ascolto che crescono in base ai progressi mentali effettuati.

  1. bisogna imparare a riconoscere il range di frequenza Questa è una pratica utile al riconoscimento delle frequenze, si può iniziare riconoscendole da un generatore sinusoidale, ma poi è indispensabile riconoscerle modulate e complesse come una sorgente normalmente le emette. Un musicista parlerebbe di orecchio assoluto, ma come abbiamo accennato, mentre il musicista riconosce solamente le frequenze determinate, chiamate altezze, ossia le note, il tecnico del suono non farebbe discriminazioni tra gli intervalli, e già riconoscere frequenze incluse in un terzo di ottava sarebbe un risultato eccellente.
  2. il limite di banda La nostra estensione della banda è chiaramente compresa tra le possibilità fisiologiche ossia tra i 14 e i 20 KHz circa, noi la chiamiamo la base della cornice, ma non tutte le diffusioni sono in grado di riprodurla. Immaginiamo un quadro da esporsi su una parete più piccola della sua larghezza, nonostante il soggetto sia concentrato nella parte centrale, è amputato della sua apertura e di alcuni dettagli. Questo succede esattamente quando il prodotto sonoro è diffuso in impianti limitati, o peggio quando è stato creato così. Bisogna però dire che dal telefono fino alle tv casalinghe, la limitazione di banda è assai evidente ed un buon ascoltatore dovrebbe essere in grado di riconoscerla sia in contesti così eccessivi che in forme molto più lievi.
  3. riconoscere i filtri a pettine Questo particolare effetto nasce quando si somma lo stesso suono che per motivi diversi è presente su due o più canali, come nel caso della ripresa multimicrofonica in uno stesso ambiente. Qualora nascessero dei ritardi di tempo, viene compromessa anche la fase generando una sottrazione più o meno regolare nell'intera banda interessata udibile come una vera e propria variazione di identità del suono, riconoscibile per essere fallato, attenuato “artificialmente”. Si verifica anche per la somma di suono diretto e riflesso nello stesso microfono, oppure nella riduzione scorretta dimateriale stereo in mono.
  4. dinamica, spazio e profondità (incorniciatura tridimensionale) La dinamica è il vero respiro del prodotto musicale, e permette grande efficacia del parlato. Metterla in relazione con lo spazio e la profondità è la vera unità di misura per identificare l'ascolto. Ma come è possibile ascoltare lo spazio? E' una pratica da effettuarsi identificando le immagini stereo, la colorazione dello strumento, e dalle riflessioni che ne sono apportate. La profondità invece, esattamente come in un quadro, è un esercizio virtuale, come in una tela che dipinta con la giusta elaborazione della prospettiva sembra non finisca mai. La prospettiva è una sensazione, ma riconoscerla è esercizio critico, analitico e tecnico, lo stesso che ha usato chi l'ha disegnata. Si ottiene con la disparità di livello, con l'equalizzazione e con la processione di ambiente, facendo attenzione a rendere contestuale ogni singolo strumento per conservare un'egemonia che avvolge l'ascoltatore in un mare di sonorità.
  5. prossimità è un effetto che rende confidenziale il prodotto, lo avvicina allo spettatore, ne descrive l'intimità, la qualificazione dell'area in cui si vuole inserire chi esegue. Spesso la prossimità è volutamente negata, si cerca di rendere il tutto più neutro possibile per non favorire i virtuosismi dell'esecuzione; è una pratica frequente nella musica da film.
  6. il sovraccarico Sembra improprio parlare di “troppo segnale” in un prodotto finito, eppure è frequente, troppo frequente che nelle produzioni radiofoniche e televisive il segnale modulato in frequenza per la trasmissione sia in sovraccarico, questo vuol dire che esistono delle noncuranze in fase di masterizzazione che ignorano la conservazione della dinamica e schiacciano il segnale sulla soglia limite, creando una saturazione a volte leggera e a volte pesante. Purtroppo succede anche nella produzione discografica, dove è rilevabile sia in uno strumento singolo o, finanche nella totalità del disco a causa di un'insufficiente abilità di missaggio o un cattivo lavoro di masterizzazione.
  7. la qualità del singolo suono e l'ambiente in cui è immerso Questa è la pratica del mascheramento, riconoscere uno strumento tra i tanti, o semplicemente, isolarlo, in modo tale da individuarne le caratteristiche è pratica di un buon ascoltatore. Nella scuola inglese, questa pratica è pretesa all'ascoltatore, infatti il missaggio considera gli strumenti di uguale importanza ed è lavoro del fruitore seguirne le parti, o lasciarsi coinvolgere dal complesso senza che venga disturbato dall'eccessiva presenza di uno di essi. In Italia invece alle voci pop è lasciato un imponente spazio, o in mancanza di esse si cerca di prediligere uno strumento leader. Tutto questo impigrisce l'ascolto, lo rende poco interattivo, e non richiede all'ascoltatore la pratica del ricercare. Per un ascoltatore avanzato è invece pratica fondamentale: si cerca lo strumento, le sue caratteristiche precipue, l'intervento fatto per presentarlo al mix e soprattutto si cerca di identificarne l'ambiente in cui è locato; una sorta di esercizio di scomposizione delle tracce che la nostra mente è in grado di fare.
  8. phasing, wow e flutter e cattiva masterizzazione, diafonia

    Phasing : il prodotto musicale viaggia quasi sempre su due canali ed è indispensabile che questi siano rispettati nella fase, infatti in riproduzione le somme potrebbero provocare sconvenienti cancellazioni di fase, flanging e false spazialità.

    Wow e flutter : sembra antiquato, ma in caso di riproduzione meccanica analogica possono verificarsi variazioni di velocità che generano miagolii o addirittura cambio di pitch ossia di frequenza, provocando cambi di tonalità.

    Cattiva masterizzazione: è un difetto frequente in molte produzioni per così dire non industriali e nella programmazione radiotelevisiva. Si riconosce in cambi di livello, colorazione, rumori di fondo finali o iniziali, insomma più nel confezionamento del prodotto che nella sua consistenza.

    Diafonia : è mancanza di totale isolamento di un canale. Si nota in un assolo di uno strumento, per il rientro delle cuffie di studio, oppure per l'effetto stampaggio dei nastri magnetici analogici che anticipano a bassissima intensità il segnale che sta per riprodursi per effetto dell'avvolgimento delle spire magnetiche su se stesse.

  9. Jitter E' un effetto che si riconosce nella tecnologia digitale non di alta qualità. L'audio digitale è basato su un concetto di campionamento ad intervalli regolari e per fare questo necessita un frequenza di clock estremamente precisa; se questa varia, per qualsiasi motivo, o semplicemente per la bassa qualità dei convertitori nel loro complesso, l'onda sarà campionata in una posizione diversa da quella che occupava in quell'istante, così, quando riprodotta, risulta essere distorta. Questo inconveniente può anche avvenire in fase di conversione D/A. Consideriamo che una frequenza di 44.1 KHz corrisponde ad un clock di 22,7 microsecondi e basta che questo tempo vari solo di 10 picosecondi per causare un udibile difetto. Una delle tecniche per riconoscerlo è sul rumore di fondo, che ogni qualvolta perda la sua continuità e tende a fluttuare, è probabile che dipenda dal Jitter. Il Jitter può produrre anche delle cosiddette “Sideband” ossia frequenze addizionali che si mimetizzano all'interno dell'amalgama sonoro. Il Jitter può essere provocato da collegamento (Interface jitter) o dal campionamento (sampling jitter).

Pubblicazioni

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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
Corso di Ingegneria del suono. Per accede alla versione FREE onilne cliccare qui

Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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