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Considerazioni sulla visualizzazione del suono - L'ascolto avanzato

3.6. Considerazioni sulla visualizzazione del suono

La necessità di trasporre una dimensione sensoriale come quella dell'ascolto in un'altra relativa alla visione, smaschera le priorità in cui sono predisposte le attenzioni e gli sviluppi umani relativi all'evoluzione. E' quindi sottointeso che il prestito richiesto, risulta essere un ausilio per velocizzare la comprensione, e che, con il progredire degli studi, si estinguerà il debito identificando con la giusta adempienza lo specifico linguaggio, la terminologia e la lettura della persuasione suscitata. Va inoltre destata una certa attenzione qualora in una produzione audio si renda principale la presenza della voce, narrante o cantata che sia. La stereofonia, il tempo degli effetti, l'equalizzazione e la loro integrazione possono essere usati per separare o combinare i suoni di un missaggio. Le decisioni che porteranno a seguire un sentiero saranno guidate da una originale finalità che ci si è preposti di raggiungere, meglio dire che è necessario conoscere dove si vuole arrivare; senza questo concetto il numero di variabili contribuiranno velocemente a confondere le idee fino a dirottare il progetto lontano da una corretta realizzazione. Questo non significa che non bisogna aprirsi a nuove sperimentazioni, ma che l'esperienza del creativo debba necessariamente seguire una linea che divide la forma accettata dall'inaspettata, qualora volesse stravolgere il concetto di forma-standard.

Usiamo come esempio un dipinto e prendiamo in considerazione le sue caratteristiche guida. Davanti ad un'opera adoperiamoci ad una lettura divisa per visioni:

  • Visione lineare, o individuale . La composizione è espressa mediante la linea, ossia attraverso il disegno dai contorni ben evidenziati ed il colore è subordinato ad esso. Nel suono riconosciamo la linea come lo strumento nella sua singolarità, e la linea melodica che sta eseguendo. Esso stesso si disegna definendo caratteristiche acustiche marcate e soprattutto ben distinte dagli altri strumenti in esecuzione, la loro stessa riconoscibilità è una visione lineare.

    Visione lineare, o individuale
    Visione lineare, o individuale
  • Visione pittorica, o globale . La composizione è espressa direttamente attraverso il colore, senza l'ausilio del disegno. E' la pienezza del suono all'interno della cornice, l'assicurata lavorazione che si è fatta, e che ora si ascolta completa nel suo range dinamico e di frequenza, è una visione di impatto e lascia già intuire la maestosità o meno dell'opera.

    Visione pittorica, o globale
    Visione pittorica, o globale
  • Visione superficiale, o stratificata . La composizione si sviluppa su un unico piano frontale, non contemplando la rappresentazione dello spazio. Le figure vengono definite “paratattiche” ovvero presentate frontalmente. I nostri strumenti giacciono su quella presenza che dovremmo sforzarci di leggere cruda, priva di ambientazioni che sono veicoli per la profondità, nella presentazione frontale intercorre sia l'equalizzazione che il bilanciamento dei livelli. Nella musica italiana, la visione superficiale è sovrastata dalla voce. E' bene sperimentare come sia notevole la differenza tra i vari stili musicali e le varie nazionalità di provenienza.

    Visione superficiale, o stratificata
    Visione superficiale, o stratificata
  • Visione di profondità . La composizione si sviluppa su diversi piani e quindi lo spazio viene rappresentato. E' l'aspetto virtuale, il più condizionato dal lavoro del produttore di suono. Infatti sono le ambientazioni, gli effetti e le distanze, compresa la stereofonia, a determinarne l'efficacia. Stabilita l'opportunità di adottarla, può far nascere delle possibilità fortemente persuasive per l'ascoltatore e spesso molto eleganti. La profondità è anche segno di maestosità di grandezza o anche di mistica.

    Visione di profondità
    Visione di profondità
  • Forma chiusa. La composizione è organizzata rispetto ad un asse di simmetria e quindi è in sé conclusa, ha un suo equilibrio che verrebbe infranto qualora venissero sottratti o aggiunti degli elementi. E' la classica forma usata nella produzione della discografia italiana, come nell'arte fu il Rinascimento, questo asse è rappresentato dalla voce che non concede spazi se non nel farsi rincorrere o per far meditare l'appena proferito. E' individuabile attraverso la rigida sottomissione dei livelli degli altri strumenti e la subordinazioni delle sonorità presunte disturbatrici.

    Forma chiusa
    Forma chiusa
  • Forma aperta . La composizione è organizzata attraverso diverse traiettorie, verticali o diagonali, e non avendo un asse di simmetria suggerisce la possibilità di poter essere continuata. E' la classica struttura del Jazz, dell'orchestra classica e della musica rock anglosassone, in cui l'interazione degli strumenti è una leale competizione di individualità sia timbriche che di presenza, pur assicurando, nelle migliori registrazioni, l'omogeneità del tutto.

    Forma aperta
    Forma aperta
  • Visione a poli. E' il tipo di composizione che ricade nel caso della forma aperta, dove non essendo presente un asse di simmetria, che coordina gli elementi in maniera organica, l'opera si configura come un insieme di episodi figurativi distinti, dei veri e propri poli, che vanno letti singolarmente. Ciò implica la partecipazione attiva dell'ascoltatore che deve muoversi per analizzare i vari episodi ed in seguito collegarli alla visione d'insieme, la lettura va fatta iniziando dal particolare per poi giungere al generale. E' un concetto barocco in cui gli strumenti mantengono la loro individualità rispettando una rigida posizione all'interno dell' opera, come nelle forme contrappuntistiche e negli stili classici a canone. In questo caso il tecnico del suono dovrà “inventare” forme collanti tra sorgenti che forzano nel rimanere indipendenti. Spesso è una dura lotta tra bilanciamenti e code sonore da variare con lo scorrere del pezzo.

    Visione a poli
    Visione a poli
  • Visione unita. E' il tipo di composizione che ricade nel caso della forma chiusa, dove, come abbiamo già detto, tutti gli elementi rispondono ad un asse di simmetria determinando una visione unita. In questo caso la lettura va fatta partendo dal generale per scendere poi al particolare. Risulta un missaggio omogeneo, pulito, come nel caso della Fusion e di tutti quei lavori in cui la sinergia degli esecutori e la tessitura salda non vogliano essere variate nonostante si tenda a conservare le loro originali particolarità, conservate al dettaglio. L'ascoltatore non fa fatica ad avere una visione unica del suono missato. Una delle caratteristiche più rilevanti che assicura questa visione, è la conservazione dinamica racchiusa in limiti molto contenuti, e per tutto lo sviluppo del prodotto rimane quasi stabile intorno ai corretti livelli strumentali, sia per suoni deboli che per suoni forti, per la gioia della radiofonia.

    Visione unita
    Visione unita
  • Visione chiara. E' il tipo di composizione in cui tutti gli elementi sono definiti in maniera plastica o lineare. E' un ascolto crudo, senza tentativi di amalgamazione forzata. A questo tipo di tessitura il produttore volontariamente rende visibili i nodi che uniscono le strumentazioni in organico. Spesso è povera di effetti o ambienti dei quali se ne fa un uso quasi realistico ed ingegneristico. E' il classico suono che si sente al missaggio nella fase di associazione delle sorgenti, in cui il fonico inizia a riconoscere i punti di legatura dei suoni.
    Visione chiara
    Visione chiara
  • Visione incerta. E' il tipo di visione in cui tutti gli elementi hanno più un aspetto di apparenza che di sostanza, ciò avviene nella visione pittorica dove le forme sembrano dissolversi attraverso il colore perdendo la loro fisicità. E' la caratteristica pittorica degli impressionisti. Spariscono le definizioni degli strumenti come se fossero vittime di un errore di missaggio, e spesso lo è; comunque questa tecnica di missaggio è usata in America e nel nord Europa come stile avanguardistico per esaltare, non più il virtuosismo del singolo, piuttosto la fluidità di una musica complessiva.

    Visione incerta
    Visione incerta

Queste visioni aiutano un ascoltatore, ormai in una fase avanzata, a scomporre l'impatto generale dell'opera. E' una tecnica che mette a nudo molti aspetti della produzione, sia di carattere denotativo che connotativo. E' questa la fase in cui il tecnico del suono varca l'impatto emotivo, ed inizia a leggere l'opera come un risultato ingegneristico, come osservare un palazzo, superando il suo aspetto decorativo e iniziando a considerare gli aspetti strutturali che lo compongono, seppur nascosti.

Pubblicazioni

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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
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Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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