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Controllo delle dinamiche - L'ascolto avanzato

3.15. Controllo delle dinamiche

Parlando di dinamiche, si è visto come sia delegata al tecnico del suono la necessità di dimensionarle in base al prodotto, e in base ad una continuità sonora più fluida che stancante. Le dinamiche possono essere controllate con la correzione manuale semplicemente abbassando o alzando i livelli. Questa difficoltà oggettiva non permette ad un operatore di avere un tempo di reazione sufficiente per i suoni impulsivi, ne limita la possibilità di intervento in caso di due o più canali ed infine non può modulare il livello senza che si noti. Il perché dell'agire su di un livello è presto spiegato: ogni segnale ha una sua dinamica, relativa alla sua minima emissione ed al suo picco, questo spazio in cui può eseguire la sua escursione può essere molto ristretto, ma anche molto esteso, dipendentemente dallo strumento e dall'esecuzione. Lo svolgimento dell'esecuzione da parte di uno strumento, e il rapporto con gli altri strumenti complicano sia il corretto livello di registrazione, sia il bilanciamento tra tutti. A questa limitazione dell'operare umano, viene in aiuto il compressore ossia un controllore automatico di dinamiche.

Dinamica
Dinamica

Il compressore è un dispositivo in grado di ridurre la dinamica, attenuando segnali forti e quindi avvicinandoli ai segnali più deboli, riducendone quindi la differenza. Se poi amplifichiamo il risultato è come se avessimo alzato i segnali deboli avvicinandoli a quelli più forti, ovviamente. Come dire che è un amplificatore che attenua la sensibilità d'ingresso appena il segnale d'ingresso aumenta. Parametri tipici di questa operazione di rimappatura dei volumi sono la velocità di reazione, sia in attacco che in rilascio, la soglia di livello sopra la quale il compressore comincia ad intervenire e la quantità di compressione massima richiesta. Di solito i compressori permettono il key chaining, ossia una separazione tra segnale a cui reagiscono, e segnale sul quale applicano la compressione. Utile anche quando si vuole tarare la reattività del compressore su una banda di frequenza particolare, magari quella dove l'orecchio umano è più sensibile: per evitare ad esempio che una bella nota di contrabbasso faccia abbassare pure la voce e le spazzole della batteria. Se configuriamo in parallelo più compressori, facendo in modo che reagiscano su bande di frequenza diverse (bassi, medi, acuti) e che il loro output sia anch'esso specularmente filtrato, e poi risommiamo le loro uscite, otteniamo il famoso compressore multibanda, che riesce a mantenere ben pieno il suono contemporaneamente su tante zone dello spettro indipendentemente, sempre che il nostro scopo sia questo. Certo al primo ascolto è un suono che seduce, poi però paragonandolo con un buon originale, a volume adeguato (non 10 dB più basso), ci si accorge che potrebbero essere sorti dei danni snaturando completamente il suono e facendo perdere ogni contrasto dinamico. Comunque per un mix televisivo dove la dinamica è ridottissima (ben 15 dB (6+9) in meno dello standard cinema) non si può fare a meno di questi strumenti, altrimenti bisognerebbe inseguire il missaggio a velocità impossibili continuando ad abbassare i picchi ed alzare tutto il resto. Ma perché si usano?

  • per bilanciare i livelli dei singoli singolarmente
  • per evitare dei segnali audio apparentemente più forti di altri
  • per ottenere una densità migliore del suono modulato importante nel mix
  • per minimizzare le differenze dei livelli dovute alle distanze dai microfoni
  • per controllare un gruppo di voci o strumenti in competizione tra loro
  • per bilanciare il mix
  • per livellare i segnali masterizzati o atti alla programmazione

Per essere più tecnici, il compressore inizia a lavorare riducendo la sensibilità non appena il segnale d'ingresso eccede un livello conosciuto come threshold (soglia), e il fattore di compressione che interviene è regolato dal ratio, entrambi regolati dall'operatore. Per esempio se è regolato a 8:1 significa che un segnale di 8 dB sopra il livello di soglia,uscirà incrementato di un solo dB. Quando i rapporti raggiungono fattori di 12:1 prendono il nome di limitatori, e vengono usati specialmente in TV o in radio. Il tempo che necessita al compressore per reagire al segnale d'ingresso, è detto Attack time, e quello per rilasciare il segnale compresso è detto release time. Questi due parametri, insieme alla soglia di intervento, in genere sono regolabili. Due regole guida: la prima è che i suoni percussivi hanno bisogno di un tempo d'attacco più veloce possibile, e la seconda è che il tempo di rilascio deve essere sempre più lento di quello d'attacco. Se si usa un tempo di attacco troppo breve, il compressore reagirà per piccoli transienti, rischiando di soffocare un suono che altrimenti dovrebbe essere incrementato, se invece è troppo rapido il tempo di rilascio si genera un effetto di pompaggio dovuto alla rapida restaurazione del segnale non appena scende sotto la soglia. Nella musica leggera, i compressori sono usati spesso per cambiare il suono degli strumenti, a discapito ovviamente della loro naturalezza, ma spesso con risultati gradevoli. Il rapporto (ratio) di compressione dovrebbe essere scelto in base alle caratteristiche degli strumenti musicali coinvolti, allo stile con cui vengono suonati, al tipo di fruizione che avrà il prodotto.

Compressore
Compressore

Qualche esempio sarà certamente utile:

Basso ratio da 4:1 a 8:1 con attacco slow che aiuta il missaggio ad essere meno violento e percettibile, e rilascio slow per ottenere un suono più costante salvaguardando le escursioni rapide e impulsive. ratio 8:1 attacco e rilascio veloci (fast), risulta ben bilanciato agli alti volumi, soprattutto nella coda delle note, ma si perde la meccanica dello strumento, utile ad esempio nella musica rock

Tamburi ratio da 2:1 a 4:1 con attacco e rilascio medi, utile per strumenti che hanno picchi abbastanza brevi e continui e improvvisi cambi di volume; se si vogliono evitare escursioni di volume eccessive bisogna incrementare il ratio a 8:1 o abbassare la soglia e usare un attacco velocissimo, e un rilascio lentissimo

Effetto Ducking è una speciale taratura che si fa su un compressore tarato per drastici interventi facendolo pilotare da un altro segnale. E' usato per le musiche che devono essere controllate in presenza di voci, spesso usato nelle programmazioni radiofoniche e televisive, non mancano però casi in musica, con tarature più morbide.

Expander Gli espansori, che fanno esattamente il contrario dei compressori, abbassano ulteriormente i segnali deboli (o equivalentemente alzano i segnali forti). E' una definizione difficile, ma che va letta alla luce della seguente spiegazione: se individuiamo una regione di suono utile, quindi una dinamica operativa, la fissiamo sui limiti riconosciuti, e l'espansore provvederà ad enfatizzare tutto il suono in quella regione, non considerando quella sotto. Strumento pericolosissimo, in quanto è molto difficile riconoscere la soglia più adeguata e nel caso sia troppo alta perderemmo i suoni deboli mentre nel caso sia bassa si enfatizzeranno i rumori di fondo. Questa spiegazione dimostra il sottile filo che separa i suoni più bassi utili alla dinamica della sorgente dal fondo, bisogna aver ben capito cosa è una dinamica per non fare in modo che le due regioni abbiano un visibile confine. L'espansore può essere anche visto come un deviatore che interviene da amplificatore di livello molto velocemente quando il livello scende sotto la soglia predeterminata dall'operatore. Le espansioni rischiano di farsi sentire, invece che evitarci di sentire un difetto. L'uso dell'espansore si nota nei vuoti di suono con un effetto forzato di decremento del livello più basso, è frequente sugli arpeggi di sola chitarra oppure negli strumenti a fiato che passano rapidamente da suoni intensi a melodie sottaciute.

Limiter Sarebbe un compressore tarato a 12:1 o più; previene i picchi di segnale per non causare la distorsione spesso inaspettata. Quando interviene il limiter sarebbe opportuno che il rilascio sia più rapidopossibile, mentre se il suo intervento è frequente è bene che sia lento, cercando però di evitare che questo accada. Non ha nessuna funzione ingegneristica se non cautelativa. Se ne avvertono gli effetti dalla sonorità schiacciata del massimo livello di registrazione. La limitazione è una forma di saturazione e quindi non è mai costruttiva, pur tuttavia non mancano casi in cui, con l'uso di ottimi limitatori, si siano tagliate onde estese ed impulsive come quelle dei rullanti, per renderli più eleganti e compresi in una regione dinamica determinata senza ricorrere ai compressori. Comunque è bene farne un uso occasionale, assicurandosi che il suo circuito di bypass, sotto la limitazione, sia il più silenzioso possibile. Ascoltare un suono limitato è riconoscere la mancanza di transienti dinamici sulle intensità più alte.

Limitatori
Limitatori

De-esser E' semplicemente un compressore che agisce su determinate frequenze comprese tra i 3 e i 10 Khz ed è usato per ridurre l'effetto delle sibilanti (ss, tz, ch) sulle voci, e in alcuni casi anche su altri tipi di suoni. Esso non agisce assolutamente su porzioni di frequenze al di sotto o al di sopra di questo range. E' difficile rivelarne la presenza (ben calibrata!) con il solo ascolto, a meno che non ci sia un diretto confronto con il segnale prima dell'intervento. Questo utile strumento permette di non modificare la curva di equalizzazione statica del canale, che, oltre alle sibilanti sacrificherebbe anche molte caratteristiche timbriche della voce.

Noise-gate E' sostanzialmente un controllore di livello, o meglio un interruttore che si apre o si chiude in base ad una soglia di livello decisa dal fonico, quindi si apre al di sopra di essa e si chiude al di sotto diessa. Inutile puntualizzare la pericolosità di tale strumento che se mal tarato potrebbe bruscamente tagliare le code dei suoni o addirittura ammutolire suoni volutamente eseguiti a basse intensità. L'esempio più frequente di cattivo uso è quello della batteria dove su ogni microfono dei tamburi è insertato un noise-gate, è facile infatti che la diafonia tra microfoni vicini crei un comportamento inaspettato di apertura/chiusura dei microfoni sbagliati; tale effetto viene gergalmente detto “telegramma ” o “triggering ”. Naturalmente sul noise-gate è possibile regolare i tempi di attacco e rilascio. Sono usati per eliminare rumori di fondo, per chiudere i microfoni quando non sono usati o per essere degli interruttori di apertura sulla soglia di un compressore. Un buon ascoltatore può riconoscere come le sonorità di uno strumento singolo possano cambiare in situazioni in cui altri strumenti sono chiusi da un noise gate, oppure aperti influenzando il missaggio generale.

Pubblicazioni

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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
Corso di Ingegneria del suono. Per accede alla versione FREE onilne cliccare qui

Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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