In un ascolto possono riscontrarsi delle modificazioni di segnale che non risultano naturali. Il loro uso è imposto spesso dall'esigenza del musicista di personalizzare il suo strumento con la somma di diversi effetti e compressori che non rispettano l'esigenza del complessivo. Alcuni di questi effetti, abbinati a certi tipi di musica sono diventati una regola e il tecnico del suono non può chiederne modifica, ma solo in casi fortunati ne è avvantaggiato nel trovare uno strumento ricco, e quindi, lavorabile per l'integrazione con il resto degli strumenti. Il distorsore usato soprattutto per le chitarre elettriche, modifica il segnale per via di una violenta saturazione. Il suo suono è quello tipico delle chitarre elettriche della musica rock. Bisogna dire che alcuni musicisti hanno fatto di questa distruzione dell'onda originale una funzionale sonorità che oltre ad essere personale, in molti casi è anche molto piacevole e intensa all'ascolto. L'exciter è progettato per enfatizzare fino alla saturazione alcune frequenze nella banda più alta in modo che possano introdurre nel segnale complessivo nuove armoniche, del tutto artificiali, innaturali, ma che nel buon uso danno un senso di vitalità al suono che ne necessitano. Il wah-wah , basato sullo spostamento di parametri di un filtro, come se si muovesse un centratore di frequenza a campana larga avanti e dietro. Questo provoca un suono che per onomatopea è chiamato wahwah, utilizzato molto negli anni sessanta. Il tremolo e il vibrato fanno parte del corredo di alcuni strumenti musicali, come le chitarre. L'effetto che danno si basa sullo spostamento di frequenza e su variazioni più o meno rapide di intensità. Il pitch è un processore che modifica lafrequenza di uno strumento o della voce, trasportandole più in alto o in basso. E' usato spesso per raddoppiare le voci per formare dei cori artificiali, o per intonare le note stonate, ma tutto questo provoca una drastica perdita di armoniche tipiche di una voce naturale. Il loro uso quindi sarebbe giustificato solo ad uso di effetto esplicitamente artificiale, oppure per correzioni lievi davvero necessarie, facendo sì che nel complesso del missaggio l'artificio sia impercettibile.
Curiosità: la parte dell'acustica relativa alla riflessione dei suoni ha un suo nome specifico, la fonocàmptica, dal greco phonè , suono, voce e Kampto , io piego. Questo termine è ormai in disuso per lasciar spazio alla più generica definizione di acustica architettonica.

























