E' la differenza tra il livello di picco e il livello RMS (valore efficace, ossia radice quadrata della media del quadrato del segnale). Esempio: l'ondasinusoidale ha un valore efficace che è circa 3 dB più basso di quello del valore massimo raggiunto, quindi il fattore di cresta è 3 dB. L'interpretazione di questa misura, è strettamente condizionata dalla destinazione d'uso del prodotto. Un suono singolo, ha diverse possibilità di generare degli impulsi che raggiungono addirittura il fondoscala, e quindi la zona di massima tolleranza del sistema elettronico. Questo parametro, più che misurabile, deve essere ascoltabile, ossia capirne se il suo impulso sarà riprodotto per l'utenza finale, e se, soprattutto non ne risulterà un'altra cosa. Molti confondono questa caratteristica, con un vago concetto di dinamica, ma, se proprio volessimo non deludere gli sgrammaticati del suono, potremmo consentire la dicitura di dinamica parziale o microdinamica, ossia quella offerta tra questo picco e il livello medio della registrazione, proprio come è stato definito nelle prime righe. Un buon ascoltatore inserisce nel suo esercizio analitico questo parametro, infatti ne indica con evidenza la natura della registrazione e gli eventuali processi che l'hanno portata all'ascolto finale.
Nota : ogni misura strumentale che si sviluppa nel tempo è necessariamente una misura integrata, anche nel caso di piccolissimi transienti. Questo vale a dire che il più preciso e veloce dei misuratori di picco non sarà mai reale nonostante ne sia molto prossimo. Questo difetto comincia ad essere evidente quando il numero dei picchi diventa serrato e di grandi escursioni.

























