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Formati audio digitali - Appendice B

Appendice B. Formati audio digitali

Indice

B.1.
  1. wav Formato Wave di Microsoft, il principale formato audio usato dal sistema operativo Windows. Normalmente contiene audio campionato PCM di qualità (frequenza di campionamento e risoluzione di quantizzazione) variabile a seconda degli usi, ma è anche consentita la compressione distruttiva. Tale formato è poi stato modificato e chiamato Broadcast Wave (.bwf), incorporando alcune caratteristiche utili appunto nella postproduzione; in questa forma è ora il formato più in uso nell’audio professionale (Pro Tools e altri sistemi hw/sw).
  2. aiff -Audio Interchange File Format Come sopra. Storicamente più utilizzato sotto sistema operativo Apple Mac OS. Spesso nel mondo PC l’estensione è .aif con una effe sola.
  3. mp3 MPEG-1 or 2 Layer 3 audio stream. Molto diffuso, distruttivo. In genere a 160 Kbit/s ossia ad una compressione circa 1/10 offre prestazioni molto buone. Dipende però dall’algoritmo di compressione, che può essere più o meno efficace. Davvero ottimo il LAME (http://lame.sourceforge.net/). Per Mac OS X si consiglia Lamebrain.
  4. mp2, .m1a, .m2a MPEG-1 or 2 Layer 2 audio stream. Precursori dell’MP3, li si può trovare in vecchi DVD PAL in vecchi files MPG e sui VCD.
  5. wma -Windows Media Audio formato distruttivo di Windows.
  6. AAC -Advanced Audio Codec Ottima compressione distruttiva. E’ il formato di codifica audio spesso indicato anche come AUDIO dell’MPEG4. L’encoder più popolare e’ il gratuito Quicktime della Apple (esiste anche per Windows così come il meraviglioso freeware iTunes). Si dice che suoni molto meglio dell’mp3 a bassi bitrates. Un buon uso è per codificare i cd a 160 Kbit/s e bisogna dire che risulta molto più naturale dell’mp3. Ma probabilmente dipende anche dalle orecchie di ciascuno, e dal genere musicale che si ascolta.
  7. ogg (talvolta .ogm) è un file contenitore per Ogg Vorbis audio che e’ un altro algoritmo ad alta compressione, distruttivo.
  8. ac3 -Audio Codec 3 Compressione distruttiva. Lo si trova nella maggioranza dei dvd-video. codifica 5.1 canali (L, C, R, Ls, Rs, LFE). Fattore di compressione circa 1/10, ma pare sia parzialmente regolabile dall’encoder così su alcuni dvd americani in versione europea, per permettere la presenza del doppiaggio in molte lingue, l’audio ac3 è molto compresso e quindi peggiore dell’equivalente originale americano.
  9. dts -Digital Theatre Systems Simile all’ac3, ma decisamente più raro sui dvd-video. Dovrebbe essere meno compresso del Dolby, e percettivamente migliore, ma le variabili in gioco sono tante. Di certo al cinema è più robusto dell’equivalente dolby digital che è stampato otticamente sulla pellicola: il dts invece sta su cd-dati ed è sincronizzato alla pellicola con una sorta di time-code ottico, dunque non degrada.

La lista non finisce qui: Qualcomm Purevoice, QDesign Music, ulaw, et cetera. Aggiungo solo il nuovo formato Apple Lossless, compresso 1/3 ma senza alcuna perdita di qualità (come il tiff rispetto al jpeg) e il 3gpp tipico dei telefoni cellulari più recenti.

I sistemi Dolby:

  1. Il Dolby A: Conosciuto anche come Dolby A NR (noise reduction). E’ un sistema di riduzione del rumore nelle registrazioni audio d’ogni genere. La gamma delle frequenze è suddivisa in bande che sono trattate in modo differente. Era molto usato nelle sale di registrazione.
  2. Il Dolby B: Il Dolby si presenta nel 1970. E’ una versione semplificata del Dolby A, di basso costo, e forse, di livello qualitative inferiore. Il sistema portava fruscio, ed il suono risulta più amplificato e quindi sembrava più imponente. Il sistema era incompatibile con i nastri non dotati di Dolby.
  3. Il Dolby C: Migliore rispetto ai precedenti, con un buon rapporto segnale-rumore. Il Dolby C era però ancora incompatibile con i lettori sprovvisti di Dolby.
  4. Il Dolby Stereo: Il ”Dolby Cinema” non è uno standard è un sistema d’equipaggiamenti (amplificatori, decoder, casse acustiche) destinato alle sale cinematografiche. Quindi, l’espressione ”Dolby Cinema” è imprecisa se applicata ad una codifica. Si deve intendere un impianto hardware preciso, con macchine predisposte da Dolby.
  5. Il Dolby Surround: Potrebbe esser inteso come la versione consumer del “Dolby Cinema”. Oltre ai due canali della stereofonia (L e R) si aggiunge un canale posteriore, distribuito su almeno due diffusori.
  6. Il Dolby Pro-Logic: Il Dolby “Pro-Logic” è un’evoluzione del “Dolby Surround”, a cui aggiunge un canale centrale. Il canale posteriore ovviamente può essere suddiviso tra più altoparlanti. Quindi, si hanno quattro canali e almeno cinque diffusori: i due canali stereo, due altoparlanti per il canale posteriore, e un canale centrale. I canali supplementari sono basati solo sui medio-bassi. Questo è dovuto al fatto che il canale posteriore è dedicato più che altro ad effetti di bassi, poiché la sensazione di direzionalità è affidata alla sola gamma medio-alta. Per aumentare l’effetto sui bassi si suggerisce in molti sistemi l’uso di un sobwoofer. Il volume non deve essere uguale per tutti i diffusori: al canale centrale e ai diffusori posteriori basta una potenza inferiore tarata con accortezza e con tabelle redatte dalla casa.
  7. Il Dolby Ac3: Nel ’94 nasce un nuovo standard che non impiega più il sistema analogico tradizionale, ma uno “stream” di dati digitali, dentro i quali vi sono 5 canali discreti. AC-3 sta per “Audio Code numero 3” ed è il nome in codice che i tecnici Dolby hanno utilizzato per lo sviluppo della tecnica di compressione e impacchettamento multicanale utilizzata per il Dolby Digital. In un primo momento la Dolby aveva scelto di differenziare il nome dato al Dolby Digital in campo cinematografico con quello dell’analogo sistema per l’Home Theater: Dolby Digital per il primo, Dolby AC-3 per il secondo. Questa differenza ha causato una gran confusione, tanto da richiedere un intervento da parte dei Dolby Labs che hanno così deciso di uniformare i due nomi utilizzando per entrambi “Dolby Digital”.
  8. Le differenze sono sostanzialmente rispetto agli altri sistemi sono tre: 1 -la digitalizzazione del suono. 2-i canali supplementari non sono più a banda ridotta ma tutti da 20 a 20KHz. 3-i canali non sono più quattro (L, R, anteriore e posteriore) ma 5 (L, R, anteriore e due posteriori). E' bene chiarire che con il nome Dolby Digital si indica solo e soltanto il processo di compressione e non il numero di canali audio utilizzati, anche se spesso per comodità si fa riferimento al Dolby Digital intendendo la sua versione a 5.1 canali. Infatti, i sistemi sono ormai diversi e con un vario numero di canali.
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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
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Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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