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Identificazione delle sorgenti - L'ascolto e la vita

1.4. Identificazione delle sorgenti

La nostra attenzione, rivolta a riconoscere quali e quanti suoni siamo costretti a valutare, inizia dal riconoscimento del silenzio: in esso sono già presenti i suoni delle nostre funzioni vitali e da lì si parte per riconoscere cosa lo perturba fin dalle lievissime intensità. c'è una diversa valutazione tra i suoni continui e quelli impulsivi o discontinui, ad esempio vivere immersi in un rumore di fondo costante, provocato da frigoriferi piuttosto che da condizionatori, motori di vario genere ecc. è quanto di più dannoso ci possa essere per l'apprezzamento dei suoni e per il nostro sistema nervoso che reagirà fino ad innalzare la soglia di attenzione a livelli decisamente elevati. Il traffico veicolare ad esempio stanca, rende insensibili, distratti e desiderosi di un silenzio che una volta trovato si trasforma nell'essere un'estenuante attesa di altri eventi rumorosi che non lascino il nostro cervello solo a confrontarsi con se stesso. Ma che tipo di suono è quello che circonda la nostra vita quotidiana? E' fisicamente della stessa natura di tutti gli altri suoni, ed è conveniente all'uomo prenderli in considerazione. In effetti all'uomo è conveniente tutto quello che è nelle sue possibilità, e il sentire è nelle sue possibilità; l'ascoltare invece è quell'azione intellettuale che innalza le possibilità dell'uomo in progresso e rende a lui conveniente valutare solo alcuni suoni, specie se legati ad un messaggio. Un tecnico del suono non dovrebbe ritenere conveniente solo quel suono che trasporta un messaggio, ma dev'essere capace di analizzare tutti i suoni singoli o complessi, che vengono naturalmente o artificialmente generati e resi desiderabili o meno.

Iniziamo col fare una prima classificazione:

Il suono è naturale quando è generato da una sorgente non creata dall'uomo. Ne sono un esempio il corpo umano, la voce, il vento, il fuoco, il verso di un animale, un tuono, il mare, una cascata.

Il suono è artificiale ogni qualvolta si generi da un artefatto umano (come gli strumenti musicali, gli avvisatori acustici, le sirene, gli altoparlanti), ma anche dalla involontarietà di produrlo a seguito di una costruzione indispensabile per altri usi (come i motori, le pompe, i macchinari eccetera).

Gli strumenti musicali, quindi, sono delle sorgenti artificiali, pur sfruttando proprietà prettamente naturali e soprattutto nel tentativo di imitare la gradevolezza dei suoni della natura stessa.

1.4.1. Il silenzio

L'etimologia latina del termine identifica il silenzio come il tacere, riferito al linguaggio, ma nella lingua moderna ha assunto un significato esteso alla totalità dei suoni. E' già, quindi, un termine imperfetto alla nascita, e si addice perfettamente allo stato reale delle cose. Il silenzio è assenza di suono. E' quindi assai raro, almeno sul nostro pianeta. Oserei dire che il silenzio è un viaggio che direziona verso se stessi, quindi una ricerca, con vari livelli di aspettativa. Anche soli con se stessi non è consentito il silenzio: le nostre funzioni vitali si fanno sentire. Molte volte il silenzio è imposto, o perlomeno richiesto, come nei luoghi sacri, nei luoghi di riunione o in ospedali, e molte volte invece è necessario per noi stessi. Un fisico direbbe che una perturbazione, anche se compresa tra i 20 Hz e i 20 KHz, al di sotto dei 20 micropascal è considerato silenzio. Il silenzio per un tecnico del suono, è il fondamento su cui è poggiata l'intera produzione sonora; egli inizia proprio da esso per capire quanto gli elementi che lo rendono impossibile arrechino danno a quel che vogliamo ottenere. Riconoscere il silenzio è un esercizio di obbligata concentrazione e, contrariamente a quanto si possa pensare, ossia che il silenzio è un nemico del tecnico del suono, esso abilita la prospettiva progettuale per la creazione del prodotto suono, riferendo così delle aspettative che più avanti avranno spiegazione in concetti come dinamiche, incorniciature, eccetera. Ottimo esercizio, infine, quello di presiedere in luoghi deputati al silenzio, e catalogare con attenzione di cosa è composto quel che prima avremmo chiamato senza dubbio silenzio.

1.4.2. Il rumore

Per molto tempo la definizione del rumore non ha trovato particolare rigore scientifico e veniva indicato come tutte quelle sonorità sentite come sgradevoli. E' chiaro che una definizione così riduttiva non può non considerare il contesto dovuto ai suoi condizionamenti estetici, culturali, stilistici, soggettivi o finanche tecnici intesi come virtuosismi e complessi artifici per poterli creare. Il primo tentativo di definire il rumore con maggior rigidità scientifica è stato fatto da Helmoltz, il quale considerava il rumore come un insieme di suoni non periodici, dal suono non propriamente musicale, di altezza indeterminata. Ma tutto questo è ancora insufficiente visto che nella produzione musicale del '900 sono stati catalogati suoni che prima erano considerati come rumori, così la definizione di Helmontz passa dall'essere rumore ad essere suono inarmonico. Un esempio che lascia intuire la diversa considerazione del rumore, è quello degli appassionati di motori, i quali classificano la qualità di una moto piuttosto che di un'auto anche rispetto al rombante rumore che produce. Oggi il rumore, nella sua considerazione umana, rimane come un suono non desiderato, mentre nella fisica è semplicemente un suono o una quantità di suoni senza uno spettro ben definito, e senza le caratteristiche necessarie che identificano la musica, come le altezze determinate, le melodie eccetera. Questo non esclude che nella musica possano essere contenuti rumori, sia inseriti volontariamente a scopi estetici o espressivi, sia provocati involontariamente dall'inefficienza di alcuni strumenti o semplicemente per difetti di registrazione. E' interessante conoscere come il rumore venga considerato in elettroacustica, ossia come la risultante di una differenza tra il suono in uscita e quello in entrata di qualsiasi processore, qualora scorrelato al segnale utile, ossia indipendente da esso (se correlato è distorsione). Questa particolare distinzione tra la definizione fisica e quella soggettiva è la prima di tante che il lettore troverà, fino ad abituarsi a mettere in dubbio parecchi dei suoi vecchi assiomi, per via dei contrasti evidenti. Una particolare trattazione del rumore è stata svolta a fini giuridici per via dell'inquinamento acustico per salvaguardare la qualità di vita dell'individuo. La moderna legge quadro sull'inquinamento acustico definisce il rumore come un qualsiasi suono che in ambienti stabiliti supera un certo livello per una certa durata. La tabella che segue riporta i valori stabiliti dalla legge oltre i quali un rumore diventa disturbo.

Valori assoluti di zonizzazione acustica
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Pubblicazioni

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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
Corso di Ingegneria del suono. Per accede alla versione FREE onilne cliccare qui

Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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