Indice
- 3.1. Come nasce una produzione sonora
- 3.2. Il concetto di sublime
- 3.3. Il concetto di natura del suono
- 3.4. Il suono come arte
- 3.5. Concetto di incorniciatura sonora
- 3.6. Considerazioni sulla visualizzazione del suono
- 3.7. Lo stile di un'opera sonora
- 3.8. Lo spazio e la prospettiva sonora
- 3.9. Il colore
- 3.10. La luce
- 3.11. La punteggiatura sonora
- 3.12. Suono e rumore
- 3.13. L'ascolto e la musica
- 3.14. Gli elementi fruitivi
- 3.15. Controllo delle dinamiche
- 3.16. Effetti sonori
- 3.17. L'equalizzazione
- 3.18. Tecniche stereo
- 3.19. Analisi d'ascolto
- 3.20. L'ascolto dei suoni compressi
- 3.21. Differenza tra analogico e digitale
- 3.22. Polarità e cancellazione di fase
- 3.23. Ascolto dei suoni radiotrasmessi
- 3.24. Rumori di registrazione
- 3.25. Caratteristiche avanzate
- 3.26. Finalizzazione d'ascolto
- 3.27. Gli aggettivi del suono
La produzione del suono, come la totalità delle produzioni, si avvale per la sua realizzazione di strumenti denotativi, e di strumenti connotativi. Indicheremo i primi come l'insieme delle strutture, della tecniche, e dei materiali a disposizione, come ad esempio gli archivi, necessari per la realizzazione del prodotto. E' detto, nel suo complesso, “Corpus Meccanicum”. I secondi invece rappresentano gli elementi caratteristici di una creazione, che servono a riconoscerla, e a renderla efficace, determinandone la qualità. E' detto, nel suo complesso, “Corpus Misticum”. Ogni creazione ha bisogno di queste due strutture, dall'opera cinematografica alla discografia e tutto quanto può considerarsi prodotto. L'opera nasce da un autore, chiamato “causa principale” il quale pensa, idea ed espone la sua creazione, chiamata “strumento unito”, per esso si attiva una realizzazione pratica, per la quale il solo autore non è mai autosufficiente, orazione a parte, in tutti gli altri casi ha almeno bisogno della penna, o del pennello, o delle materie prime. Questa apporto è chiamato “strumento separato”. In questa ultima fase rientra il lavoro del tecnico, egli traduce un'origine connotativa in un'esposizione denotativa, la rende visibile, fruibile e materiale. Ci sono delle discipline che direttamente o indirettamente interessano la nostra materia: la matematica, la psicoacustica, l'auxologia, la neurologia, la musicoterapia, ma soprattutto la musica: essa pretende la percezione più dedicata, più gradita e spesso più analizzata. In effetti anche molti tecnici del suono si ritrovano ad operare nella musica, nel cinema, nella postproduzione, insomma proprio in quei settori dove è richiesta una componente creativa oltre che tecnica. Ciò non esclude la lodevole e difficoltosa applicazione nel mondo dell'industria, della misurazione e della gestione degli archivi. In ognuno di questi casi però è necessario che un buon tecnico del suono conosca le varie discipline e ne distingua le varie peculiarità. Ogni opera artificiale si manifesta con l'impatto estetico, visivo, percettivo, detto anche pittoresco, che intende tutta l'arte figurativa, gradevole ed espressiva. Ma c'è un oltre, quell'oltre che ha impegnato i filosofi per secoli, quello che non si accontenta mai del proprio manifestarsi, un processo mentale ed evolutivo che sale obliquamente verso la comprensione suprema, lo potremmo chiamare sublime (che sale) ed è un passaggio immediatamente successivo al pittoresco. Possiamo dare del pittoresco al mondo dei suoni in genere e del sublime alla musica, o alle forme sonore emozionali in genere.

























