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L'ascolto e la musica - L'ascolto avanzato

3.13. L'ascolto e la musica

L'ascolto di musica è un esercizio distensivo, emozionale e piacevole. Ma come è possibile ottenere questi stimoli? Ci sono dei trucchi, se così si possono chiamare. Risolto il motivo dell'uso degli organici, delle melodie, delle armonie e delle esecuzioni, si arriva al missaggio, ovviamente dopo una corretta registrazione. A questo punto mettiamoci dalla parte dell'ascoltatore. Egli, molto spesso non è assolutamente interessato a capire a fondo né l'identità dello strumento, né tantomeno il virtuosismo dell'esecutore. Egli necessita del vento emozionale fatto di musica e liriche che il prodotto riesce a portare tramite il suono alla sua comprensione. Questa è il sostanziale passaggio che ci interessa per garantire il massimo godimento nella fruizione finale, e che dovrebbe tenere in considerazione contemporaneamente diversi livelli di ascoltatori in base alle loro aspettative e capacità di leggere un'opera.

Estensioni degli strumenti musicali
Estensioni degli strumenti musicali

La Musica è creazione mentale del compositore, riproduzione mediante strumentisti e strumenti (sorgenti sonore vere e proprie), acustica dell'ambiente e capacità dell'ascoltatore di natura fisiologiche, culturali, psicologiche, emotive. La musica riprodotta rompe la catena introducendo elementi artificiali che si devono rendere trasparenti, o addirittura potenzianti l'effetto finale. La semiotica musicale e la trattazione linguistica della musica si differenziano dall'esercizio dell'ascolto professionale per via del metodo. L'approccio di un ascoltatore musicale non prevede la lettura a blocchi di “ingredienti”, semmai si limita al riconoscimento degli organici e alle tecniche compositive che strutturano il brano. La scomposizione degli “ingredienti” impegna l'ascoltatore analitico per riconoscere quali strumenti e quali trattamenti hanno omogeneizzato il risultato finale, proprio come un piatto di cucina. Adottiamo un metodo a stadi, uno dei tanti possibili, per iniziare a dare la giusta attenzione e il giusto nome a queste componenti:

Le sorgenti sonore possono essere:

  • Idiofoni : In essi vibra tutto lo strumento, possono essere lignei o metallici, sono particolarmente ricchi di armoniche, e vanno saputi interpretare nella loro diffusione, in quanto hanno la particolarità di essere un insieme di suono percosso e coda. (piatti, campana, triangolo).
  • Membranofoni : Vibrano le membrane tese. E' il caso di tutti i tamburi, per i quali, la qualità del suono, è data dal tipo di pelli, di plastiche e quant'altro. Nella maggior parte dei casi si tratta di strumenti a percussione, e quindi, come nel caso degli idiofoni, si distinguono chiaramente transiente d'attacco e coda sonora.
  • Cordofoni : Si realizzano mediante corde tese, eccitate con arco o pizzicate o percosse. Sono strumenti indicati per l'esecuzione delle melodie in quanto possono tenere note lunghe e a varie intensità. Il timbro li distingue e hanno una componente spettrale piuttosto estesa.
  • Aerofoni : Sono strumenti che mettono in vibrazione continua una colonna d'aria rinchiusa in una struttura che agisce da risuonatore. La colonna d'aria vibrante può essere eccitata da un meccanismo di anima (aria tagliata da una lama, generando rumore) o ad ancia (superfici semirigide che sbattono tra loro). In base al materiale costruttivo principale che li costituisce possono distinguersi in legni e in ottoni.
  • Elettrofoni : Sono tutti gli strumenti che generano suono in base ad un meccanismo elettronico ed è in grado di creare nuove sonorità, mai ascoltate prima.
  • Voci : La voce è uno strumento che necessiterebbe di un capitolo a parte, ma per ora ci limitiamo a classificarne i tipi in base alla loro estensione in frequenza. Si dividono in basso, baritono, tenore, contralto, mezzo soprano e soprano. Poi esistono le voci bianche, le castrate (tradizione non più in uso!), e i contraltisti. Le voci possono anche dividersi in soliste o corali.

Un qualsiasi testo di musica, anche a livello elementare, riporta la classificazione e la lista degli strumenti conosciuti. Nelle prime lezioni di ascolto si può notare come un allievo abbia difficoltà a riconoscere lo strumento e a determinarne le caratteristiche di emissione; invece, è molto importante riconoscere la sorgente e le proprie peculiarità. Lo strumento musicale possiede caratteristiche sonore che il fonico, dapprima riconoscendole, e poi analizzandole, userà nella sua tessitura per presentarli all'ascolto al giusto posto e soprattutto non dissipando le sue singolarità. La lettura di uno strumento singolo va eseguita secondo queste caratteristiche:

  • Spettro di frequenza : relativa al range di frequenza che copre la sorgente, o la singola emissione.
  • Dinamica : le variazioni di energia vibratoria che sviluppa, e soprattutto il riconoscimento degli estremi dinamici utili dell'emissione.
  • Variazione timbrica : la vera identità delle singole sorgenti, la ricchezza delle sfumature e della gradevolezza del suono: è come imparare a leggere la sua impronta digitale.
  • La diffusione nell'ambiente : il grado di inserimento nell'ambiente di emissione e le forme di arricchimento del suono originale non più generate dalla sorgente, ma dalla sua locazione.
  • Caratteristiche architettoniche : è la caratteristica legata all'individuazione dello strumento nell'ambiente in cui esegue, riconoscendo gli spazi architettonici e la lunghezza e il tipo delle riflessioni.

Alcuni strumenti e le loro caratteristiche di banda:

  • Violino da 196 a 2100 Hz, armoniche sopra i 10k, calore a 240, corda a 2,5k, attacco tra 7 e 10k.
  • Contrabasso da 41 a 260 armoniche a 8k, pienezza da 80 a 100, corpo a 200, corde a 2,5k.
  • Chitarra acustica da 41 a 1175, armoniche sopra i 12k, calore a 240, chiarezza da 2 a 5k, attacco fino a 3,5.
  • Chitarra elettrica da 80 a 1570, armoniche sopra i 5k, pienezza a 240, calore a 400, corda a 2,5k.
  • Tromba da 160 a 1175, armoniche sopra i 15k, pienezza 120 a 240, campana 5k, attacco a 8k.
  • Pianoforte da 27 a 4200, armoniche sopra i 13k, calore a 120, chiarezza da 2,5k a 4k, attacco a 8k.
  • Flauto da 587 a 4200, armoniche a 10k, calore a 500 a 700, fiato a 3.2k, aria a 6k.
  • Tuba da 29 a 440, armoniche sopra i 1,8k, pienezza a 80hz, risonanza 500hz, taglio a 1,2K.
  • Oboe da 247 a 1400, armoniche sopra i 12k, corpo a 300, risonanza a 1,2k, attacco a 4,5k.
  • Clarinetto da 147 a 1570, armoniche sopra i 4k, campana a 300, armoniche 2,5k, aria a 5,2k.
  • Timpani da 73 a 130, armoniche a 4k, calore a 90, attacco a 2k, aria a 4,5k.
  • Basso elettrico da 82 a 520, armoniche a 8k, corpo a 80, calore 300, corda a 2,5k.
  • Viola da 130 a 1050, armoniche a 8k fino a 10k, pienezza a 80, calore a 300, corda a 2,5k.
  • Cassa di batteria estesa, armoniche sopra i 4k, corpo a 120, scatola a 400, taglio a 3k.
  • Rullante esteso, armoniche sui 8k, corpo a 120 e 240, scatola a 400, cordiera 2,5k.
  • Piatti estesi, armoniche sui 10k, campana a 220, chiarezza a 7,5, aria a 10k.
  • Tom estesi, armoniche sopra i 3,5k, pienezza a 120, taglio a 5k.

Quando invece si ascoltano più strumenti, dobbiamo aggiungere al riconoscimento di quelle caratteristiche gli elementi che, per quanto siano familiari alla terminologia musicale, impegnano l'ascoltatore in un'analisi non sempre immediata e chiara:

  • Le esecuzioni sono le differenze relative alla fase storica, politica, culturale, tecnica e rappresentativa.
  • Gli organici sono la totalità degli strumenti che partecipano alla diffusione, per un tecnico del suono è importante riconoscerli.
    Disposizione orchestrale più comune
    Disposizione orchestrale più comune
  • Ambienti sono le locazioni in cui è riconosciuta l'esecuzione, e se può essere ritenuta adeguata a quella performance (stile del brano, stile dell'esecuzione).(Teatro, arena, camera, chiesa ecc.)
    Ambiente di esecuzione
    Ambiente di esecuzione

Da qui in poi, la terminologia di un tecnico deve necessariamente adeguarsi a quella musicale, per descrivere l'andamento dell'esecuzione e a quale tecnica ci si sta riferendo. Definiamo:

  • Melodia Una successione di suoni di senso compiuto. E' la “dimensione orizzontale” (nel senso dello scorrere del tempo) della musica.
  • Armonia Combinazione simultanea di due o più suoni. E' la “dimensione verticale” della musica. Consonanza, intervallo o accordo che produce una sensazione uditiva gradevole.
    Visualizzazione di melodia-armonia
    Visualizzazione di melodia-armonia
  • Dissonanza : E' una qualità sgradevole di un intervallo o accordo. Produce un effetto di tensione.
  • Cacofonia : Dal Greco “cattivo suono” indicherebbe qualsiasi successione di suoni che non risponda alle regole della consonanza, e, quindi, dell'armonia. In pratica, questo significherebbe che qualsiasi composizione che non obbedisce a tali regole sia ‘cacofonica'. Nella musica del Novecento, che non segue l'armonia classica, il termine, di conseguenza, non ha senso alcuno. • Motivo : Tema musicale semplice ben caratterizzato ritmicamente e/o melodicamente.
  • Frase : Parte del discorso musicale equiparabile alla “proposizione” del discorso verbale, vista come parte di una sezione più ampia detta “periodo”. A sua volta può essere suddivisa in due o più “semifrasi”.
  • Periodo : In analogia con il linguaggio parlato, sezione di un brano musicale avente senso compiuto. Viene solitamente suddiviso in più frasi musicali.

Quello che viene chiamato flusso uditivo è la sequenza di una melodia oscillante in cui si identifica nella lettura orizzontale la tessitura e in quella verticale il tempo.

Teoria di Helmoltz : un intervallo è consonante quando le due note che lo formano hanno in comune uno o più armonici, quindi in linea di massima più ne hanno e più sono consonanti.

Contrappunto : dal latino “punctum contra punctum” (cio è “nota contro nota”), è l'arte di sovrapporre due o più linee melodiche. Storicamente la nascita del contrappunto è connessa a quella della polifonia, nata dalla pratica medievale di sovrapporre ad una melodia detta “canto dato” o “tenor” (di solito un canto gregoriano a note lunghe) un'altra melodia (in generale ad essa estranea) di valori ritmici uguali o più brevi.

Forme comuni di esecuzione:

  • Canone : Artificio contrappuntistico che può essere realizzato da due (o più) voci consistente nel far cominciare l'esposizione di una determinata melodia nella prima voce (detta “antecedente”) e far- la seguire, dopo un certo intervallo di tempo, dall'esposizione della stessa melodia, eventualmente modificata (ad esempio tramite trasposizioni o inversioni, da cui i nomi di “canone all'ottava”, “canone alla quinta”, “canone inverso”, ecc.) nella seconda voce (detta ”conseguente”).
  • Fuga : Forma musicale contrappuntistica derivata dal canone (a 2, 3, 4, ecc. voci) basata su un unico tema, detto “soggetto” della fuga (anche se esistono fughe a più soggetti). Strutturalmente possiamo suddividerla in tre momenti: esposizione, svolgimento e stretti. Nell'esposizione (unica sezione effettivamente riscontrabile in tutti gli autori) il soggetto viene esposto in sequenza da ciascuna delle voci (si parla di “entrate del soggetto”), ogni volta accompagnato da un altro tema (detto ”controsoggetto”). Nello svolgimento il soggetto viene riproposto in maniera variata (trasposto, cambiato di modo ecc..) alternando queste riproposizioni con brevi episodi detti “divertimenti” che attingono il materiale tematico dallo stesso soggetto o dal controsoggetto. Infine nello stretto il soggetto viene riesposto più volte dalle varie voci come nell'esposizione iniziale ma con entrate sempre più ravvicinate ossia senza attendere che una voce abbia finito di esporre tutto il soggetto (appunto “stringendo”... ) fino alla cadenza finale.

Forme più comuni basate sulla danza:

  • Suite Composizione strumentale barocca consistente in una successione di danze stilizzate di uguale tonalità.
  • Allemanda di origine probabilmente tedesca di carattere processionale di tempo pari e moderato.
  • Corrente italiana e francese in tempo binario o ternario di carattere vivace.
  • Sarabanda spagnola (probabilmente di origine orientale) in tempo ternario solenne e nobile.
  • Giga di origine inglese o irlandese, è in tempo ternario e veloce. Normalmente costituisce l'ultimo tempo di una suite strumentale.
  • Minuetto francese in 3/4 di origine popolaresca. Introdotta da Lully alla corte di Luigi XIV, sostituì la corrente e la pavana. Haydn la impose come terzo e penultimo tempo della sinfonia mentre Beethoven la trasformò in scherzo rendendola ancora più vivace.
  • Ciaccona spagnola del XVII sec in tempo ternario. Inizialmente di carattere vivace, in Francia divenne un'austera danza di corte.
  • Passacaglia spagnola, affine alla ciaccona, consiste in variazioni su un basso ostinato.

Forme musicali strumentali:

  • Rondò nord-italiana, è solitamente a schema ternario, da camera.
  • Sonata Termine che indica, al variare del periodo storico, differenti tipi di composizioni strumentali.
  • Sinfonia Composizione musicale per orchestra.
  • Concerto Composizione per complesso di strumentisti uno o alcuni dei quali intervengono come solisti mentre gli altri agiscono come gruppo collettivo.
  • Ouverture Composizione musicale con funzione introduttiva.
  • Alborada Melodia popolare della Galizia spagnola per soli strumenti.

Forme basate sul canto:

  • Air de cour (“Aria di corte”) Composizione in forma strofica per una o più voci accompagnate dal liuto.
  • Alba Componimento poetico provenzale amoroso.
  • Anthem Composizione corale su testo sacro in lingua inglese in uso presso la chiesa anglicana.
  • Antifona Solitamente nella liturgia cristiana indica il canto a cori alterni di un salmo.
  • Aria Composizione per voce solista con accompagnamento strumentale.
  • Recitativo Narrazione drammatica cantata.
  • Lied Termine che designa varie espressioni poetico-musicali tedesche di carattere lirico o narrativo.
  • Composizione di struttura strofica che per lo più è intonata dal canto ma può essere anche esclusivamente strumentale. • “a capella ” locuzione che indica le composizioni polifoniche sacre prive di accompagnamento strumentale, eseguite in origine nelle cappelle delle chiese.

Forme Religiose:

  • Generica Musica che si ispira genericamente alle scritture o alla liturgia sacre. Esempio: gli oratori.
  • Sacra Musica religiosa composta per la celebrazione del culto divino (non necessariamente liturgica), dotata di forme opportune stabilite dalle autorità ecclesiastiche. Esempio: la polifonia antica e moderna.
  • Liturgica Musica sacra adatta per forme e contenuti particolari all'accompagnamento della liturgia. Se vocale, ha testo tratto dalla liturgia stessa o dalle sacre scritture. Esempio: il canto gregoriano.
  • Ambrosiano (da S.Ambrogio), Aquileiese, Romano antico, e Beneventano in Italia.
  • Gallicano in Gallia.
  • Mozarabico in Spagna.
  • Gregoriano prende il nome da Papa Gregorio Magno che ne curò l'archiviazione e la scrittura e riassume tutti i precedenti.
  • Bizantino a Costantinopoli (Bisanzio).

Espressioni musicali comuni:

  • Pezzo : è inteso gergalmente come un'intera canzone che fa parte di un disco o di una serie di composizioni, un frammento indipendente di una singola opera.
  • Jingle : breve motivo musicale o un semplice segnale che come caratteristica ha la sua facile memorizzazione. Molto usato nella televisione.
  • Refrain : seppur nel suo significato classico, è una ripetizione del ritornello, nella discografia ha assunto il significato di una parte del brano musicale che riassume l'intera caratteristica. Solitamente è la parte tra un ritornello, una strofa e un'altro ritornello sfumato.
  • Brano : sinonimia di pezzo, per quanto può assumere un valore maggiore non essendo legato all'intera struttura di un disco.
  • Demo : brano premixato usato per far ascoltare la fase del lavoro.
  • Muzak : musica di accompagnamento in supermercati, ascensori ecc.

3.13.1. Canzone

Nel linguaggio moderno, si usa spesso dire canzone in riferimento ad una composizione musicale a struttura strofica, con la chiara riconducibilità, alla comunione tra poesia e musica.

In effetti il primo uso del termine è proprio Dantesco che ne parla nel De vulgari eloquentia distinguendolo per la sua facile cantabilità. Ma il vero inizio della canzone, così come la interpretiamo oggi, si fa risalire a Cossovich e Cottrau che nel 1848 scrissero la famosa Santa Lucia. La musica operistica se ne guardò bene dall'adottare questa terminologia, intesa come forma di leggerezza, e trovò uso nell'operetta, considerata appunto, di spessore culturale più leggero, così le arie d'opera, nel campo dell'operetta iniziarono a chiamarsi canzoni di musica leggera. L'evoluzione di questa musica, passa dall'uso della voce tipico dell'operetta fino alle moderne tecniche di canto, conservando pursempre il requisito della predominanza del testo lirico.

Per approfondimento culturale, possiamo dire che nella grecia antica si considerava il canto, espresso attraverso la letteratura e il teatro nei seguenti modi:

Espressione del canto attraverso la letteratura
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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
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Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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