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L'ascolto radiotelevisivo - L'ascolto per un tecnico

4.4. L'ascolto radiotelevisivo

Molto spesso nelle sale di missaggio si sente dire che l'audio sarà finalizzato per la TV. Il televisore medio ha una risposta in frequenza che in basso arriva a circa 150 Hz ovvero che non copre neppure le frequenze fondamentali del parlato di alcune voci maschili, non permette di udire correttamente ambienti quali traffico realistico, effetti quali il motore di un'automobile, tuoni, e fa perdere l'impatto emozionale di quasi tutte le forme di musica. Togliendo una buona parte di frequenze basse automaticamente tutto si uniforma, proprio perché sparisce una parte di frequenze sulle quali i suoni potrebbero utilmente differenziarsi; ad esempio le voci maschili di conseguenza tendono ad assomigliarsi e inoltre a perdere espressività e calore. Bisogna dire che la limitazione nell'estensione in frequenza soprattutto verso le basse frequenze è dovuta non tanto alla trasmissione, quanto all'economicissima sezione di amplificazione/diffusione di molti televisori, cosa di cui ci si può rendere ben conto collegando invece l'uscita audio ad un impianto hi-fi. Il televisore viene ascoltato ad un volume più basso di quello realistico e naturale, perché si potrebbero disturbare i familiari, i vicini o addirittura i propri pensieri se il televisore è acceso solo per tener compagnia, come mero sottofondo per altre attività; molti apparecchi poi non sono proprio in grado di reggere dinamiche degne di questo nome e cominciano a spernacchiare appena i suoni da timidi si fanno meno pavidi. Quindi una parte del segnale risulta sotto la soglia di udibilità ed è ancor peggio se l'ambiente casalingo è rumoroso (lo è quasi sempre, per il traffico esterno o per altri motivi) dato che il mascheramento si ‘mangia' una buona parte di dinamica: si perdono ad esempio le code dei riverberi, e quindi la percezione dello spazio in cui si svolge l'azione. L'intelligibilità del parlato in genere rimane anche ascoltando 15 dB sotto il volume ottimale. Rimane insomma l'essenza minima del suono, il nocciolo, l'indispensabile per distinguere un telegiornale da una pi èce teatrale, e se ne va però il resto.

Chi ascolta nell'audio radio-televisivo
Chi ascolta nell'audio radio-televisivo

La trasmissione del segnale per via aerea, è soggetta all'azione di compressori/limitatori della dinamica (l'entità di questo fatto sfugge di mano addirittura ai tecnici delle stazioni tv più importanti, che non sanno più quanti e quali compressori agiscono sulla catena), che tuttavia nel caso ci si attenga alle norme di livello d'ascolto televisivo indicate da Dolby (ossia 79 dB SPL (pesati C) su ogni canale alimentando con un rumore rosa 20 Hz-20 KHz di livello RMS pari a quello di una sinusoide a 1000 Hz a -18 dB di picco), ad un livello di riferimento di -18 dB FS con tono a 1000 Hz, e non piu' di 9 dB di picco (misuratore quasi peak) oltre il livello di riferimento, in genere non riduce in modo significativo la già scarsa dinamica pensata e ottenuta in sala di missaggio. Un'osservazione valga per tutte, con questo limitato livello d'ascolto la voce normale di un solo attore rischia seriamente il clipping se non si usano compressori, e lo standard cinema non è poi così migliore garantendo un headroom di soli 6 dB in più. Cosa deve fare il fonico di missaggio di fronte a questa prospettiva? Aumentare il livello dei suoni particolarmente significativi ai fini della narrazione, a discapito della raffinatezza dinamica e del realismo del suo mix, ossia attuare modifiche per migliorare l'ascolto di chi in realtà è poco interessato al suono, e peggiorare, di conseguenza, l'ascolto di chi ha un buon impianto di diffusione, e pone attenzione a tale ascolto. Il maggior mezzo di diffusione delle produzioni sonore è rappresentato dai sistemi radiotrasmessi come la TV e la radio. Per quanto il prodotto discografico sia egregiamente confezionato e accurato anche nei dettagli, bisogna fare i conti con quello che la trasmissione può generare senza possibilità di ricovero.

  • La compressione
  • La larghezza di banda
  • La monocompatibilità

Questi problemi occorrono anche per la riproduzione dei dischi in casa laddove l'impianto di riproduzione sia scadente o fortemente colorato. Il lavoro del fonico di messa in onda è caratterizzato dalla velocità d'azione in relazione alla microfonia, sempre più complessa, e al grande numero di contributi audiovisivi che si avvicendano nella scaletta. A questo si aggiunge l'imprevisto. Altra cosa è la capacità di riconoscere uno sgancio di frequenza da un rumore qualsiasi e la difficoltà di mettere continuamente in relazione i segnali in arrivo con il missato finale e pronto all'uso.

Uno sguardo particolare va rivolto ai nuovi format televisivi che riguardano i grandi eventi sportivi e i cosidetti “reality”. Il numeroso uso dei microfoni che tali produzioni richiedono, sono finalizzate a due fini ben diversi se non addirittura opposti. Negli eventi sportivi è richiesta una forte componente di ambiente, per esserne immersi. Questa nuova forma di linguaggio televisivo non ha conosciuto la naturale evoluzione che avrebbe dovuto far fare ai tecnici delle scelte ragionate e basate su esperienze precedenti, in quanto inesistenti. Questa invenzione delle “pay-tv” (televisioni a pagamento), che solitamente trasmettono in digitale con la possibilità del surround, hanno provocato una tale disposizione di microfoni intorno alle aree di gara, a dir poco indiscriminate, prive di senso e contrarie alla concezione di immagine uditiva. Si arriva a posizionare fino a 15 -20 microfoni intorno ad un campo di calcio livellati da un solo operatore in relazione alla posizione di gioco. Inutile inoltrare critiche sulle diverse teorie di chi si appella ad “esperto”, è meglio essere costruttivi su quel che ci riguarda, ossia l'ascolto. In effetti la risultanza di queste trasmissioni è solitamente una fiera di sfasamenti, saturazioni, colpi di pallone senza nessuna corrispondenza visiva e passaggi di auto saturi e stereofonicamente innaturali. Tutto questo per via di una mancata capacità di risolvere il concetto di spazio con la sola dote dell'essenzialità e non con la divisione topografica di un'area di gioco che deve essere necessariamente coperta. Altro fenomeno sono i “reality”, in cui il fonico insegue i personaggi “spiati” che dovrebbero aver perso la consapevolezza di essere catturati da un microfono. Il realismo del caso ha fatto si che tutti i rumori, le cadute dei microfoni, la mancata percezione degli ambienti, abbiano legittimato gli autori di tali programmi a diffondere imperfezioni senza nessuna giustificazione di stile abituando il pubblico a pessimi confezionamenti dell'audio finale. Anche nel caso dei microfoni “spia”, dove i soggetti non sanno di essere ripresi (come le candid camera), sono state licenziate delle riprese spesso inintellegibili sostituendo con i sottotitoli le linee di dialogo. Tutte queste forme di spettacolo, che vedono protagonista la realtà quotidiana, condizionano negativamente l'ascoltatore nel credere che di questa realtà faccia anche parte un suono imperfetto. Naturalmente è una tesi eretica secondo i principi di questo testo.

Pubblicazioni

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Corso Audio Multimediale di Marco Sacco
Corso di Ingegneria del suono. Per accede alla versione FREE onilne cliccare qui

Cos'è Audiosonica

Audiosonica è un sito dedicato all'Ingegneria del Suono. All'interno del sito è disponibile il CAM Corso Audio Multimediale, un corso di Ingegneria del Suono consultabile (con alcune limitazioni) gratuitamente online. La versione senza limitazioni denominata ECO-SISTEMA CAM è disponibile in download a pagamento nei formati html, pdf A4, epub e mobi.

Il corso è adottato in varie forme da molte scuole di tecnica del suono, che sono elencate in una apposita sezione.

Vi sono poi altre sezioni con approfondimenti tecnici e notizie sempre inerenti al mondo dell'ingegneria del suono e anche una sezione dedicata ail'audio professionali con il sistema operativo Linux.

 

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