La dinamica è considerata come il rapporto tra il massimo segnale utile e il minimo al di sopra del rumore di fondo, ma è anche la differenza tra la massima intensità e quella più bassa, ad esempio se una band sta suonando a 100 dB SPL e improvvisamente lascia il posto ad un solo strumentale di 65, la dinamica sarà di 35 dB. La dinamica è chiaramente dipendente dalle escursioni di livello che il segnale è possibilitato a fare e quindi un segnale fortemente compresso ne risulterà privo, così come i segnali broadcast. Chiaramente è una buona base di partenza avere un fondo per la registrazione silenzioso, privo quindi di rumori elettronici, e rumori meccanici. Ma cosa è effettivamente la dinamica? E' uno spazio, una regione entro la quale è possibile far compiere evoluzioni al segnale sonoro. Lavorare il suono senza conoscere la dinamica significa non riconoscere né i limiti né le potenzialità di una strumentazione, e nemmeno rende possibile la scultura del suono che risulta essere più definita proprio grazie alle profondità delle escursioni.
Nella concezione musicale, riferendosi ai segni dinamici (pp, p, mp, mf, f e ff) è purtroppo intesa come la massima intensità da ottenere in esecuzione, e non affatto in relazione alla soglia più bassa. Questa sua caratteristica è spesso causa di confusione che non aiuta certo un tecnico del suono alla visualizzazione degli estremi della modulazione. In seguito studieremo la dinamica come fondamento creativo della scultura sonora, oserei dire lo “scalpello”.


























